Vittimismo cronico: riconoscere e affrontare chi vive nella modalità lamentosa

I vittimisti cronici tendono a creare un ambiente negativo intorno a sé. Ecco come riconoscerne gli atteggiamenti e proteggersi

La vita di ognuno di noi è caratterizzata da alti e bassi ma alcune persone si concentrano solo sugli aspetti negativi. Ecco come riconoscere i vittimisti cronici.

È normale lamentarsi di una particolare situazione negativa, così come lo è farlo nel momento in cui ci si rende conto d’essere nel bel mezzo di un periodo particolarmente sfortunato. Queste difficoltà dovrebbero darci la spinta necessaria per volere qualcosa di diverso, per cambiare la nostra quotidianità. In alcuni casi invece non sono altro che il primo passo verso una costante vittimizzazione, che rapidamente diventa uno stile di vita.

Di colpo qualsiasi ostacolo la vita ponga sulla via diventa insormontabile. Mattone dopo mattone ci si costruisce da soli una cella dalla quale è particolarmente difficile venir fuori. Ciò conduce spesso ad atteggiamenti negativi, prima nei propri confronti e in seguito nei confronti di amici e parenti. Si cerca qualcuno contro cui puntare il dito e quando si sarà stanchi di farlo su di sé, si passerà agli altri, in un circolo vizioso.

Si parla in questi casi di vittimizzazione cronica. Stato in cui la negatività caratterizza quasi ogni aspetto di una persona, che attrae su di sé sentimenti altrettanti negativi nell’arco delle giornate e dei mesi. Col trascorrere del tempo vengono inoltre adottate, inconsciamente o meno, delle abitudini molto aggressive di vittimizzazione, che portano a un certo isolamento sociale.

Ecco alcune caratteristiche per capire se una persona a noi vicina soffre di vittimismo cronico:

  • Distorsione della realtà: ogni aspetto negativo della propria vita è correlato a un’altra persona. Puntare il dito contro di sé è soltanto una prima fase e dura molto poco. Si lascia dunque il posto all’individuazione di uno o più nemici
  • Lamentarsi è un punto di forza: non considerandosi responsabili di quanto accade, i vittimisti cronici si crogiolano nelle proprie lamentele, felici del fatto che queste attirino l’attenzione di altri
  • Assenza di autocritica: è impossibile per loro operare una vera autocritica, mettendo in dubbio il proprio comportamento. L’errore appartiene soltanto agli altri, al mondo esterno

Ponendo particolare attenzione all’analisi di tali persone, che potrebbero facilmente far parte della nostra cerchia d’amicizia, ci si renderà conto di alcune precise strategie che vengono attuate. Solitamente i vittimisti cronici sfruttano una certa retorica per confondere le acque e sfruttare le nostre parole a loro vantaggio. In men che non si dica ci si ritrova così in fase d’attacco, quasi nella posizione di voler infierire su chi ha già sofferto abbastanza.

In una discussione che li sta mettendo alle corde sono soliti appigliarsi a pochi dettagli, tentando di confutare elementi minimi della vicenda, così da poter tentare di venir fuori da una situazione che sta per smascherarli per ciò che sono. A queste persone possiamo offrire il nostro aiuto ma, dinanzi ad atteggiamenti tossici ripetuti nel tempo, è giusto fare un passo indietro. La loro negatività vi coinvolgerà in breve tempo, così da farli sentire meno soli, ed è qualcosa che non potete permettere che accada.

ragazza depressa

Vittimismo cronico: riconoscere e affrontare chi vive nella modalità&...