E tu, credi davvero di saper riconoscere le bugie?

Ecco alcuni miti da sfatare, e diverse verità, confermate dalla scienza, per scovare le bugie

“Guardami negli occhi” e “Giura che mi stai dicendo la verità” sono frasi che tutte noi abbiamo pronunciato almeno una volta nella vita. Lo abbiamo fatto quando davanti alle giustificazioni di una persona, il nostro sesto senso non riusciva a trovare la quadra, per poi fidarci di quelle parole costringendo i dubbi a tacere.

Perché da bambine ci hanno insegnato che “gli occhi non mentono” e abbiamo voluto crederci fino a quando le esperienze non ci hanno sbattuto in faccia la dolorosa realtà. Sono le persone a mentire, non gli occhi, e quelle più abili riescono a farlo con ogni muscolo del loro corpo.

Ma allora, come scoprire le manipolazioni dei più abili truffaldini ai nostri danni? La scienza ci dà qualche dritta, possiamo davvero imparare a difenderci e a scovare anche le più lungimiranti bugie?

Il primo mito da sfatare è proprio quello che non possiamo capire se qualcuno ci sta mentendo dai suoi occhi. A confermarlo è lo psicologo Richard Wiseman dell’Università dell’Hertfordshire che, dopo aver analizzato il comportamento di persone sincere e bugiardi, ha confermato che è impossibile riconoscere chi mente dallo sguardo.

Un altro luogo comune riguarda lo stress e l’ansia che le persone provano quando mentono. Anche in questo caso, questi stati d’animo sono soggettivi, ci sono persone, infatti, che si trovano perfettamente a loro agio nelle proprie menzogne. Lo conferma la fantomatica macchina della verità, ne avete mai sentito parlare?

Molti scienziati, tra cui anche i membri della National Academy of Sciences, affermano che il poligrafo non fa che misurare i livelli di ansia e di stress a seguito della domanda posta: non tutti i bugiardi, però, provano le stesse emozioni quando trasformano la verità.

E non è vero neanche che il naso si allunga alla stregua di Pinocchio, davanti a una bugia, ma forse questo lo sapevate già. Quello di cui non eravate a conoscenza, forse, è il fatto che il naso diventa più caldo quando una persona mente. Lo hanno scoperto due ricercatori dell’Università di Granada attraverso la tecnica della termografia.

Questo effetto sarebbe dovuto a una parte di corteccia celebrale che si chiama insula e che regola la temperatura corporea solo quando esprimiamo sentimenti veri e reali. Quindi, se questa parte celebrale funziona bene, non ci sarà la variazione di temperatura, al contrario il naso si surriscalderebbe a ogni bugia.

E infine, ma non meno importante, dobbiamo dirvelo: il siero della verità non funziona. Il Sodium Pentothal, barbiturico ad azione ipnotica, rimuove i filtri mentali deprimendo i sistema mentale. Tuttavia questo meccanismo, che provoca nelle persone un flusso di dialoghi infiniti, non esclude le bugie.

E ora che siete diventate esperte di bugie, siete pronte a scovarle tutte?

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E tu, credi davvero di saper riconoscere le bugie?