Questione di chimica: cos’è e quando si trasforma in amore

Desiderio, ossessione e dipendenza entrano in gioco quando c'è la chimica. Ma come si trasforma, poi, in amore?

È tutta una questione di chimica, quella che c’è o non c’è, quella che ci fa capire già dopo il primo appuntamento se è il caso di andare avanti o di fermarci. Ne parlano gli esperti, gli psicologi e gli scienziati e lo facciamo anche noi, quando ci appelliamo alla sua presenza o alla sua assenza per giustificare le nostre scelte in campo sentimentale. Ma come si crea questa chimica che ci travolge e ci sconvolge?

Proviamo a fare chiarezza noi, allora, per spiegare come mai riusciamo a sentirci così in sintonia con una persona, piuttosto che con un’altra. Una sintonia che si trasforma in desiderio e ossessione, che inebria e stordisce, che ci rende quasi dipendente dall’altro, dai suoi sguardi, dai suoi baci e dal suo odore.

Cos’è davvero la chimica

È capitato a tutte, almeno una volta nella vita, di sentirci così coinvolte all’inizio di una relazione, senza un’apparente motivazione. Perché la ragione, ormai, non aveva più voce in capitolo e anche se il cuore ancora non batteva all’impazzata, era il corpo a cedere, ad abbandonarsi totalmente all’altro.

Una sensazione che se da una parte è meravigliosa dall’altra spaventa perché ci sentiamo totalmente in balia delle nostre sensazioni che non le possiamo controllare.

Per spiegare cos’è davvero la chimica, e come mai ci destabilizza in questo modo, prendiamo in prestito le parole dell’antropologa Helen Fisher. È stata lei a paragonare questa attrazione alla droga, o meglio alle sensazioni che si provano dopo l’assunzione di stupefacenti.

E non è solo una metafora, questa, perché la Fisher ha rivelato che nella fase di innamoramento si attiva la stessa parte del cervello che si accende quando si assumono droghe.

Dipendenza è la parola chiave quindi, sentiamo il bisogno di stare insieme all’altra persona, di baciarla e di toccarla, di trascorrere più tempo possibile con lei, proprio come fosse la nostra droga.

Quando si prova una chimica istantanea, già dal primo appuntamento, succede esattamente questo. Euforia, pensiero ossessivo, farfalle nello stomaco e battito accelerato. Fa paura? Sì, ma non si può controllare, almeno all’inizio.

Dalla chimica all’innamoramento: questione di ormoni

Colpo di fulmine, attrazione fatale e amore a prima vista. Sono tanti i termini che utilizziamo per descrivere tutte quelle sensazioni che proviamo inspiegabilmente per una persona e che fanno paura perché ci sembrano incontrollabili. Tutto merito, o colpa, della dopamina che agisce nel nostro cervello e che crea piacere e dipendenza, che ci fa sentire sciocchi, ma anche agitati quando non stiamo insieme all’altra persona.

Una fase bellissima e sconvolgente, questa, però destinata a durare poco (per fortuna!). La chimica, infatti, non è l’unico fattore determinante per la costruzione di una relazione duratura, anche se è sicuramente fondamentale per un primo approccio. L’amore, quello vero, è fatto di attenzione e impegno, di cura dell’altro e di reciprocità.

Ed è proprio quando iniziamo a dedicarci all’altro, seguendo il cuore e non più il corpo, che passiamo dalla chimica all’innamoramento, e poi all’amore vero e proprio. Le ossessioni per l’altro diminuiscono e sentiamo il bisogno di creare degli spazi condivisi e autonomi. La passione rimane, ma entra in gioco anche la serenità, la fiducia, la consapevolezza di sentirsi a casa con un’altra persona. Ed è questo momento in cui, in presenza del partner, produciamo ossitocina, quello che possiamo definire l’ormone dell’amore e della felicità.

E quando abbiamo capito che il nostro cuore ha finalmente trovato la pace che cercava, allora ecco che entrano in gioco le endorfine con il compito di ridurre lo stress e generare una sensazione di benessere diffusa.