Quando la gelosia diviene patologica

Esiste una gelosia "patologica"? Ed in cosa si distingue da quella che possiamo definire "normale"?

Andrea Carubia

Andrea Carubia Psicologo-sessuologo

Si dice che il sentimento della gelosia nasca con la nascita di ogni persona: sembra che si abbia come una sorta di predisposizione naturale a percepire le emozioni di attaccamento legate ad una determinata persona che poi crescono, si evolvono e maturano con il passare degli anni e lo sviluppo del nostro bagaglio emotivo.

Quando si parla di gelosia bisogna però porre l’attenzione anche su un altro aspetto: l’essere umano nasce biologicamente poligamo e solo per rispetto ai modelli sociali e morali si adatta alla monogamia.

Questo vuol dire che la natura ci ha predisposti per non avere un solo singolo legame ma che l’educazione e la cultura che assorbiamo dal nostro primo giorno di vita ci fanno diventare dediti al rapporto con una sola persona.

Cosa significa tutto questo quando si parla di gelosia normale e di gelosia patologica? Quali sono le differenze sostanziali tra le due forme di gelosia?

La gelosia normale è quel sentimento di appartenenza che si prova nei confronti di un’altra persona e che comunemente è il primo segnale di un legame forte che si prova nei suoi riguardi ed è caratterizzata da un complesso di emozioni che hanno a che fare col timore o l’ansia di perdere qualcuno.

Questo tipo di gelosia viene anche definito come funzionale, ovvero che fa comprendere all’altra persona quanto sia forte il nostro sentimento nei suoi confronti e quanto sia resistente la voglia di averla al nostro fianco.

In dosi contenute questo sentimento è del tutto naturale e può anche rappresentare una fonte di supporto al rapporto in quanto alimenta il sentimento, il piacere e la complicità. Inoltre non è troppo complicato gestire la gelosia normale.

Esiste poi un tipo di gelosia definita patologica, che poco ha a che fare con il concetto di gelosia.

La gelosia patologica abitualmente si manifesta in soggetti che presentano disagi psicologici e che riversano sull’altra persona le proprie paure, i propri vuoti affettivi, il proprio senso di smarrimento, traumi legati alle perdite subite magari da piccoli e, spesso, le proprie frustrazioni.

La gelosia patologica si evidenzia generalmente partendo da una forma blanda di attaccamento per poi evolversi costantemente e inesorabilmente in una vera e propria forma di possesso caratterizzata da rabbia, odio e controllo al fine di evitare un probabile (nei pensieri del geloso patologico) tradimento.

I segnali di riconoscimento della gelosia patologica possono essere la paura costante di essere abbandonati, una reazione aggressiva alla comunicazione di un’uscita tra amici o a uno sguardo ricevuto per strada, sino ad arrivare a reazioni molto più importanti di divieto e violenza sia fisica che verbale.

Si può guarire dalla gelosia patologica e come possiamo affrontarla in maniera adeguata?

Il primo passo è sicuramente affrontare un percorso psicologico che miri a decodificare e risolvere i traumi che il geloso patologico porta dentro per giungere poi alla visione di una relazione di coppia che non sia fondata esclusivamente sul timore di perdere l’oggetto del proprio amore.

Andrea Carubia

Andrea Carubia Psicologo-sessuologo Psicologo Sessuologo e Psicoterapeuta si occupa da diversi anni di promozione del benessere psicologico e sessuale dell'individuo e della coppia allo scopo di migliorare il rapporto con sé stessi e gli altri

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