Ho perso l’amore e sono cambiata, dentro e fuori

La perdita di un punto di riferimento, quel fallimento personale e familiare e la paura di un nuovo inizio ci scava dentro, e lo fa anche fuori

Nel dicembre del 2021 Marina La Rosa, ex concorrente della prima e storica edizione del Grande Fratello, nonché naufraga de L’isola dei famosi, raccontava all’Italia intera della fine del suo matrimonio con l’avvocato Guido Bellitti, anche padre dei suoi due figli. Al di là delle motivazioni che hanno portato i due a separarsi e dei gossip diffusi, c’è stata una frase che, più di tutte le altre, ci ha colpito.

Parlando della fine della sua relazione, e della crisi che l’aveva colpita già da tempo, Marina La Rosa ha dichiarato “Ero arrivata a 47 chili e lì mi sono detta basta”. Una sola frase che ha aperto però tutta una serie di riflessioni su quanto, perdere l’amore, può ferire l’anima e pure il corpo.

E in realtà questa è una condizione che conosciamo bene, non solo perché molte di noi l’hanno vissuta sulla loro pelle, ma anche perché è la stessa scienza e la psicologia che confermano quanto il dolore, la sofferenza e più in generale i cambiamenti che riguardano il cuore, si riflettono sul nostro fisico. Lo fanno attraverso il corpo che si trasforma, le rughe che diventano profonde e quel mal di cuore che sembra reale, più di ogni altra cosa.

Le motivazioni riguardano tante cose e e non sono tutte strettamente collegate al sentimento che proviamo o che ha ci ha nutrite per tanto tempo come linfa vitale. A questo, infatti, si aggiunge la spaventosa necessità di infrangere delle promesse sulle quali avevamo basato la nostra stessa esistenza. E farlo ci sembra impossibile perché ci sentiamo di tradire noi stesse e quel sentimento che abbiamo portato nel cuore e sotto la pelle per tanto tempo. E poi c’è il fallimento, quello amaro, quello che si palesa dopo la fine di una relazione.

Si affacciano i rimpianti e i rimorsi, un senso di amarezza che sembra destinato a non andare via. Si affacciano, prepotentemente, anche i ricordi, quelli belli e quelli brutti. E ripercorriamo le tappe di quella relazione per la quale abbiamo investito tanto, tutto. Pensiamo a quello che è stato e a quello che poteva essere. A quello che non è stato a dove abbiamo sbagliato.

Un fallimento che facciamo vivere anche ai nostri bambini, che sono costretti a subire le scelte dei loro genitori, di quelli che gli avevano insegnato la parola famiglia. La stessa che non c’è più. Ed è certo che faremo di tutto affinché mai e poi mai loro paghino per i nostri errori, per i nostri sbagli. Ma quelli non possiamo nasconderli perché lì restano.

E poi c’è la difficoltà oggettiva dei nuovi inizi. Quelli che da sempre ci hanno spaventato, ma prima lo facevano un po’ meno perché avevamo al fianco la persona che amavamo e che avevamo scelto proprio per renderlo più bello quel percorso di vita. E invece quella persona non c’è più, ed è difficile immaginarsi senza di essa, senza quel punto fermo che ha rappresentato per anni e anni trascorsi insieme.

E tutte queste cose insieme, che sono tante, troppe, fanno male e arrivano a scavarci dentro. E quando non le sappiamo affrontare, o ci rifiutiamo di farlo, lo fanno anche fuori.