Perché le persone tendono a rimandare le cose?

Perché fare oggi ciò che possiamo fare domani: la Procrastinazione

Andrea Carubia

Andrea Carubia Psicologo-sessuologo

Chi di noi non si è mai trovato nella situazione di procrastinare qualcosa?

Rimandare l’invio di una pratica per l’ufficio, posticipare un’incombenza, reiterare in un rapporto nocivo per non dover affrontare il momento, ma anche semplicemente dirsi “lo faccio dopo” anche per una banale lavatrice.

Capita a tutti e molto più frequentemente di quanto immaginiamo. La procrastinazione riguarda tutti e, spesso, anche in maniera patologica e limitante nella vita di tutti i giorni.

Rimandare sempre nasconde delle cause che a volte possono essere semplicemente legate a una pigrizia momentanea, spesso però, hanno molto a che fare con un vero e proprio atteggiamento nei confronti della vita.

Una condotta che ci preclude tantissime possibilità e occasioni perché vediamo scorrerci il tempo davanti senza riuscire a essere reattivi e proattivi.

Ma vediamo perché si tende a procrastinare?

Esistono, a livello psicologico, delle motivazioni latenti legate al comportamento akratico. A volte neanche ce ne rendiamo conto, molte altre preferiamo non vederle.

Il risultato però è sempre quello di autoboicottarci e di restare con un pugno di mosche in mano perché abbiamo perso tempo.

Se il nostro atteggiamento procrastinante non è ancora a livelli patologici che richiedono l’intervento di uno psicologo che ci aiuti a sbrogliare la matassa che abbiamo dentro, possiamo riflettere insieme sulle due cause principali che ci portano a procrastinare sempre le cose.

Ansia e paura

Lo psicologo Timothy Pychyl del Procrastination Research Group, che si occupa di procrastinazione, ci porta a riflettere su quel meccanismo che porta le persone a procrastinare per sentirsi meglio e per allontanare il senso di ansia e paura di fallire legato al momento in cui è necessario affrontare una data situazione.

Il procrastinatore, pur di non affrontare l’ansia di una consegna, la sfida della chiusura di un lavoro, il timore che qualcosa possa non andar bene o semplicemente il fastidio di uno stato emotivo poco sereno, rimanda.

A livello psicologico è una forma di evitamento, ovvero quel meccanismo di difesa che scatta in un soggetto che teme di affrontare una situazione: l’inconveniente però è sentirsi sviliti ed insoddisfatti.

Cattiva gestione del tempo

Hai mai pensato che ritrovarsi sempre con del lavoro accumulato che non si ha voglia di smaltire possa voler dire semplicemente che hai perso tempo?

Il procrastinatore non si accorge di ciò che si accumula, o meglio, se ne accorge solo quando è davvero inevitabile farci caso.

Spesso si siede davanti al computer e vi trascorre molte ore credendo di lavorare ma in realtà combina poco o niente.

Come fare per superare lo stallo?

Una tecnica utile può essere quella di fare una lista delle cose da fare durante la giornata, dalle più importanti alle più banali, con l’obiettivo di raggiungere obiettivi minimi ma realizzabili.

Realizza gli obiettivi minimi che ti sei prefissata durante la giornata e regalati un piccolo premio: questo meccanismo ti permetterà di vedere il bicchiere mezzo pieno e di superare la condotta evitante tipica della procrastinazione.

Andrea Carubia

Andrea Carubia Psicologo-sessuologo Psicologo Sessuologo e Psicoterapeuta si occupa da diversi anni di promozione del benessere psicologico e sessuale dell'individuo e della coppia allo scopo di migliorare il rapporto con sé stessi e gli altri http://www.psicologo-psicoterapeuta-sessuologo.it

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Perché le persone tendono a rimandare le cose?