Pecora nera: un difetto o una virtù?

Ti hanno detto che sei la pecora nera del gruppo? Ecco perché dovresti essere orgogliosa di quello che sei

Siamo animali sociali e per questo, dal momento stesso in cui veniamo al mondo, abbiamo bisogno di appartenere a un gruppo. Il primo è, per forza di cose, la famiglia: cresciamo circondati all’interno di un ambiente creando i primi rapporti con tutte quelle persone con le quali condividiamo un legame di sangue.

Ma è crescendo che sviluppiamo passioni, interessi e pensieri, gli stessi che ci permettono di creare affinità con gli altri e di riconoscerci, quindi, in un gruppo sociale piuttosto che in un altro. Ma che succede quando, nonostante ci troviamo a nostro agio con delle persone con le quali abbiamo anche stabilito dei legami affettivi, differiamo per comportamenti, pensieri e anche per canoni estetici da tutti gli altri? Semplicemente, diventiamo la pecora nera nel gruppo, quella che si differenzia dal resto del gregge.

Nessuno vuole essere una pecora nera, con tutto il rispetto per l’animale in questione, perché con gli anni inevitabilmente questa connotazione ha fatto riferimento a qualcosa di negativo. Sentirsi dire “sei la pecora nera della famiglia”, anche se in maniera scherzosa, indica comunque un’emarginazione di quella persone da tutto il resto.

E questo accade in maniera anche più tangibile negli altri gruppi sociali dove le persone che non rispettano determinate regole e schemi sono allontanate dagli altri, semplicemente perché diverse.

Ma in realtà è proprio la diversità la chiave di lettura dell’effetto pecora nera: questa persona non è cattiva, è semplicemente diversa. Ed è davvero una colpa?

Essere la pecora nera non è facile. A noi è data la colpa di rompere l’equilibrio del gruppo diventando una sorta di capro espiatorio sul quale, inevitabilmente, tutti proiettano le colpe e le responsabilità. Eppure a guardare la situazione da fuori sembra quasi peggiore il destino di quei greggi composti esclusivamente da pecore bianche, non trovate?

Ma le regole sociali funzionano così, e questo non vuol dire che siano giuste, ma inevitabilmente le persone che si incontrano cercano di proteggere la loro identità che può essere minata proprio da tutti coloro che vanno contro corrente. Gli individui che dicono “no” o “su questo non sono d’accordo” vengono guardate con preoccupazione e allontanate perché rischiano di rompere l’equilibrio.

Ma volete saperla una cosa? Ben vengano le persone che osano, che non si omologano e che non tradiscono se stesse e che anzi si distinguono per la loro differenza. Se ci considerano come pecore nere, pazienza, è solo un privilegio, siete d’accordo?

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