Perché la voglia di rivedere il mondo è tanta. Ma ho paura di uscire

La chiamano la sindrome della capanna e molte di noi la stanno vivendo proprio adesso

Abbiamo atteso e sperato questo giorno, quello in cui, anche se a piccoli passi, ci saremmo riappropriati della normalità, quella che ci è stata portata via da un giorno all’altro da un nemico invisibile che ha stravolto le nostre vite.

Ogni sera siamo andate a letto, ripetendo a noi stesse e ai nostri affetti “andrà tutto bene”. Poi, cercando di trattenere le lacrime, abbiamo chiuso gli occhi sognando il giorno in cui avremmo potuto stringerci in un abbraccio.

Ci siamo fatte forza, per noi, per i nostri figli e per le famiglie lontane, gestendo l’isolamento con risorse che forse non credevamo neanche di avere. Abbiamo imparato il valore del tempo, ci siamo messe in cucina a sperimentare nuove ricette, ci siamo dedicate al risposo, alle passione e agli hobby: abbiamo formato nuove abitudini.

Poi ci hanno detto che potevamo uscire, non sarebbe stato un ritorno alla piena normalità, ma un piccolo passo avanti per imparare a convivere con il nemico. Concesse, finalmente, le visite ai parenti e le passeggiate sotto il sole di primavera, sempre adottando le misure di sicurezza s’intende.

Lo abbiamo atteso così tanto, questo momento, eppure perché ci fa così paura? La chiamano la sindrome della capanna o del prigioniero, quella voglia di non uscire di casa. E non è così strano sapete? Tornare alla vita di sempre, dopo tutto quello che è accaduto, fa paura per tantissimi motivi. Il rischio di contagio ad esempio, la paura della mancanza della normalità e ancora, lo stravolgere delle nostre abitudini casalinghe che tutto sommato, iniziavano a piacerci.

Avevamo un equilibro tutto nostro che ci ha permesso di sopravvivere durante i mesi di isolamento; se lasciare casa ci spaventa, è più che comprensibile. Le nostre case sono diventate un rifugio in questo periodo, ci hanno tenuto al sicuro dal Coronavirus ma anche dal mondo e dalla quotidianità che per noi era la più grande fonte di stress.

Prendetevi quindi del tempo per voi, per ascoltare e affrontare le vostre paure e le ansie, siamo tutte frastornate in questo momento, e nessuno vi chiederà di tornare come prima dall’oggi al domani. Respirate e, senza pressioni, ritornate alla normalità a piccoli passi.

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