“Non voglio più farlo con mio marito”

La rottura in seguito a un tradimento. Lui la cerca ancora, ma lei non avverte la necessità di fare sesso con lui

Da oltre due anni in coppia bianca per via di un tradimento scoperto ma che non era il primo. Ho deciso così perché avevamo già qualche problema, perché a 30 anni di matrimonio sono entrata in meno pausa, vero che io pian piano non sento più  stimolo dopo ormai 5 anni di meno pausa, ma nei primi due anni ancora mi sforzavo di rispettare il matrimonio. Quando poi per un problema di salute vengo ricoverata scopro, al mio ritorno a casa, che c’era un’altra. A questo punto dico “non ho più niente da rispettare, siamo insieme solo perché lavoriamo insieme, una vita normale per i figli ma niente di più”. Lui vorrebbe avvicinarsi ogni tanto, ci prova, ma io purtroppo non riesco più a sentire niente per nessuno cosa posso farci?  Mi devo sentire in colpa io? Perché alla fine lui ha girato la frittata volendo dare la colpa a me. Ma se poi è venuto fuori che già tanti anni prima, quando lavorava lontano da casa, aveva avuto altre donne, perché  dovrei sentirmi in colpa io? Grazie dell’attenzione.
Nadia

Gentile utente, una sana ed adeguata sessualità è la naturale conseguenza di una coppia che funziona dal punto di vista affettivo, relazionale e comunicativo e, di conseguenza, non è immaginabile trattare il disagio sessuale senza prendere in considerazione gli altri aspetti sopracitati.

Nella sua richiesta di aiuto sostiene infatti che all’interno della vostra relazione avevate già qualche problema e, tenendo conto dei precedenti tradimenti da parte del suo partner quando lavorava lontano da casa partner (emersi successivamente alla scoperta del presunto primo tradimento), è difficile immaginare che la sua mancanza di desiderio sessuale possa, di per sé, aver incrinato il vostro rapporto in maniera così profonda.

La menopausa, evento fisiologico che in effetti è caratterizzato dalla perdita dell’interesse erotico verso il partner, ha probabilmente acuito una condizione di instabilità già in essere, ma soprattutto il suo “obbligo” psicologico a rispettare il matrimonio (quando la sessualità dovrebbe essere vissuta in maniera naturale e spontanea), a lungo andare le ha fatto prendere questa decisione allontanandola ulteriormente dalla sessualità e dal suo partner.

A complicare il vostro equilibrio, già di per sé precario, il tradimento, evento che minaccia la stabilità, la sicurezza, la fiducia costruite insieme dalla coppia e che le fa pensare che non ha più niente da rispettare.

Nella pratica professionale spesso incontro coppie che, in seguito ad un tradimento, si accusano reciprocamente e “proiettano” colpe e responsabilità sull’altro/a: in realtà un tradimento è il risultato di un’equazione in cui entrambi i componenti della coppia hanno delle responsabilità e non risulta “costruttivo” per la relazione né accusarsi, né sentirsi in colpa.

Mi scrive che state insieme perché lavorate insieme ed avete una vita, che lei definisce, “normale” per i figli ma niente di più: vorrei invitarla a prendere in considerazione un eventuale percorso terapeutico di coppia, grazie al quale potreste ristabilire equilibrio e serenità nella coppia, piuttosto che mantenere lo “status quo”.

“Non voglio più farlo con mio marito”