Volere è potere. O forse no

Non basta dire di volere qualcosa, per ottenerla davvero. Non basta quando non ascoltiamo il nostro inconscio e non rispettiamo i limiti che naturalmente ci appartengono

“L’erba voglio non cresce neanche dal giardino del re”, ci dicevano i nostri genitori quando eravamo piccole, per mettere a tacere i capricci e le pretese. Ma crescendo qualcun altro ci ha detto tacitamente che quell’affermazione non era veritiera, perché volere è potere.

Seguendo questo ideale, quindi, ci siamo affannate in lungo e in largo per raggiungere il nostro obiettivo. Una sorta di nevrosi collettiva spinta da quell’ossessione della positività a tutti i costi. E intendiamoci, essere ottimiste è davvero una virtù, da considerare tale, però, solo se sappiamo utilizzarla nel modo giusto.

Quella frase che ci ripetiamo ogni giorno, sul lavoro o nella vita personale per ottenere quello che vogliamo, e che abbiamo mitizzato, in realtà è falsa. Lo è perché non basta dire di volere qualcosa, per desiderarla davvero. Non basta quando non ascoltiamo il nostro inconscio e non rispettiamo i limiti che naturalmente abbiamo.

Ed è chiaro che lo abbiamo fatto nostro, quel volere è potere, perché la psicologia positiva, il coaching e tutto ciò che riguarda la motivazione personale e professionale l’hanno eretta a verità assoluta. Ma c’è qualcosa che è molto più importante della volontà, ed è l’inconscio. Non dando valore a quello che davvero sentiamo, non ascoltandoci, nulla di tutto ciò che ci viene detto è reale.

E poi, banalmente, c’è un’altra cosa che dobbiamo considerare: non è vero che possiamo ottenere tutto ciò che vogliamo o che desideriamo. Possiamo provarci, certo. Possiamo dedicare la nostra vita e tutte le energie per riuscirci, ma alcune cose sfuggono dal nostro potere. E non possiamo ignorare questa verità.

Questo non vuol dire che dobbiamo smettere di provarci o rinunciare ai nostri sogni straordinari, anzi. Dobbiamo sempre metterci in gioco, spostare l’asticella e innalzarla sempre di più, ma dobbiamo ascoltare i nostri limiti e soprattutto dobbiamo capire fin dove possiamo e vogliamo arrivare.

Ed è questo il pensiero che dobbiamo fare nostro. Dobbiamo comprendere che i limiti possono adattarsi e modificarsi, ma che esistono, e che solo ascoltandoci possiamo ottenere di più e avvicinarci alla meta. Al contrario, invece, credere che volere è potere ci costringe ad addentrarci in percorsi che ci conducono verso destinazioni irreali con un finale perfetto. Ma la perfezione non esiste, se non nel percorso che ci conduce a questi fatto di sacrifici, crescita ed evoluzione e che, naturalmente, è imperfetto.

Credere che tutto andrà bene solo perché lo vogliamo non è reale. Prendere consapevolezza di ciò, invece, ci permette di imparare ad accogliere anche i fallimenti e i risultati negativi, valutare nuove opzioni, riconsiderare gli obiettivi.

Forse allora è vero che volere è potere, ma solo se consideriamo la volontà come la condizione necessaria del potere, e viceversa.

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Volere è potere. O forse no