Se non ti riconosci nelle aspettative degli altri sei sulla strada giusta

Ed è nel momento stesso in cui le persone non ci riconoscono più che possiamo ritrovare noi stesse, la nostra identità più profonda e autentica

Il giudizio degli altri pesa sulla nostra anima più di un macigno, e ci imprigiona in un carcere emotivo dal quale spesso si fa fatica a liberarsi. Piacere agli altri, desiderare l’approvazione altrui, del resto, è qualcosa che inconsciamente vogliamo tutte, sin da bambine.

Perché è forse proprio nell’opinione degli altri che vogliamo vedere a tutti costi il riflesso di una parte di noi, forse quella che abbiamo idealizzato, anche se non ci appartiene. Ma intanto le aspettative del mondo che ci circondano ci opprimono, fino a schiacciarci.

Arriva un momento nella vita però, in cui quel riflesso sbiadisce, anche in maniera brutale. Le persone iniziano a giudicarci, a criticarci e a non riconoscerci, solo perché si aspettavano da noi qualcosa che in realtà non ci appartiene. Ed è quello il momento che indica che stiamo percorrendo la strada giusta.

Perché stiamo seguendo il nostro cuore e i nostri sogni, perché abbiamo scelto finalmente di vivere secondo le nostre regole, e non seguendo quelle che qualcun altro ha deciso per noi. E forse questo ci spaventa, ci trasforma in viandanti spaesate che camminano lungo un sentiero sconosciuto, ma che ci fa sentire vive, come forse non lo siamo mai state.

E questo succede perché smettiamo, finalmente, di lasciarci guidare dalle aspettative del mondo esterno, e che abbiamo inevitabilmente fatto nostre con la scusante che è così che si deve vivere, rimanendo incastrate in un ruolo, in comportamenti e abitudini rigide e frustranti, senza neanche capirne il motivo.

Ed è nel momento stesso in cui le persone non ci riconoscono più che possiamo ritrovare noi stesse, la nostra identità più profonda e autentica. E pazienza se qualcuno ci dice che non siamo brave mamme, mogli perfette o lavoratrici impeccabili, conta solo quello che sentiamo dentro.

Non contano gli altri, contiamo noi, con i nostri sogni e i desideri. Anche se sono imperfetti, anche se si allontanano anni luce da quello che gli altri si aspettavano. Quanto più ci sentiamo sconosciute agli occhi degli altri, tanto più abbiamo l’opportunità di riscoprire i tanti volti che ci appartengono, quelli veri e autentici, che ci caratterizzano nella maniera imperfettamente univoca.

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