Non abbandonarti mai alla disperazione

Come un orologio che non segna più il tempo anche tu ti sei rotta, spezzata nel tuo dolore

Come una farfalla senza più le sue ali, come una tartaruga senza più il suo guscio o un’ape alla quale è stato distrutto il nido. È così che ti sei sentita quando la tua anima si è spezzata per il forte dolore? Come quando il sole non illumina più le giornate e neanche le stelle riescono a brillare nel cielo.

Sei rimasta anche tu intrappolata in quella gabbia di oscurità che ti ha tolto il sorriso, la fame e la sete, che ti ha tolto il sapore della vita e ogni barlume di speranza? Sei rimasta anche tu, inerme e a terra come un ramoscello strappato d’albero, in attesa che un soffio di vento ti portasse via?

Volevi ricominciare altrove, volevi dimenticare, ma nessuno è arrivato a salvarti e così sei rimasta lì, sotto le macerie calpestate da chi è stato troppo cieco e troppo sordo per vedere e udire il tuo dolore. E hai fatto l’unica cosa che ti sembrava sensata in quel momento, la sola che avevi il coraggio di fare perché neanche più quel fievole battito di cuore riusciva a darti l’energia per rialzarti, per ricominciare.

Ti sei lasciata andare alla disperazione, rompendoti come un orologio che non segna più il tempo perché in fondo a cosa ti serviva ricordare il nome dei giorni o riconoscere le stagioni se tutto quello che conoscevi e che ti confortava non esisteva più?

Perché se fossi stata dotata di una macchina del tempo l’avresti fermata a quell’ultimo ricordo della tua vita. E allora sì che saresti tornata a sorridere, felice come prima, per sempre.

Ma questo non è possibile, e non ci è voluto poi molto affinché lo comprendessi lasciandoti cullare dall’unica cosa certa della tua vita: la disperazione nella quale sei sprofondata. Ma è davvero questo che vuoi dalla tua vita? Era così che ti immaginavi nei sogni grandi che avevi da bambina che riempivano le tue notti e i tuoi giorni?

Certo non puoi biasimarti per tutto quello che è successo perché non è tua la colpa, quello che forse non sai però è che tua la responsabilità di reagire, di affrontare il dolore e di ricominciare perché adesso che sei rimasta sola, sarai solo tu a curare quelle ferite.

E ci riuscirai, vedrai, ritrovando la forza in te stessa, anche sei convinta di non averla, raccogliendo ciò che è rimasto della tua vita e trasformandolo in qualcosa di straordinario. Perché la disperazione non è qualcosa che può appartenerti.

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