Nasciamo femmine per diventare donne

Essere donna non vuol dire ricoprire un ruolo biologico, sociale o economico. Nasciamo femmine, ma siamo destinate a restare donne

La parola “femmina” non basta a definire una donna. Possiamo utilizzare, per prime, il termine quando annunciamo una gravidanza per definire il sesso di quella nuova creatura che verrà messa al mondo. Ma donne non si nasce, si diventa.

Lo sapeva bene Simone de Beauvoir, una delle figure più importanti e attive nella storia del femminismo. Lei, che con la sua affermazione “donna non si nasce, lo si diventa” ha portato alla ribalta uno dei dibattiti più importanti di sempre, quello della definizione del ruolo femminile nella società.

Lei che sosteneva che quando dobbiamo presentarci al mondo, e far rivalere i nostri diritti e le idee dobbiamo sottolineare, a testa alta e a gran voce ,che siamo prima di tutto delle donne.

Perché femmine si nasce, quello lo sappiamo bene, ma siamo consapevoli anche che possiamo applicare questa affermazione a ogni essere vivente che, dal punto di vista biologico, assume solo gameti femminili, come il dizionario italiano stesso ci suggerisce.

Accade però che, dopo la nascita, alla stregua di un rito stagionale avviene quel passaggio, emozionante, intenso e a volte con fatica compreso, che ci trasforma in donne, protagoniste assolute dell’universo femminile. E la differenza, non sta solo nell’età, né tanto meno è solo una fase della vita, perché quando lo diventiamo, restiamo tali.

Ma cosa significa diventare donne? C’è stato un tempo in cui il passaggio era per forza di cose definito dalla società patriarcale in cui vivevano: una donna per essere considerata tale doveva sposarsi e diventare madre, dimostrare di essere in grado di accudire i figli e il marito e infine, prendersi cura della casa.

Un vero e proprio ruolo assegnatoci dagli altri, un destino che doveva essere solo compiuto e che attendeva ogni ragazza. Certo, ci sono state delle eccezioni, le stesse che hanno additato quelle “femmine” che non seguivano gli standard come diverse o sbagliate.

Oggi certo le cose non sono più così e finalmente quel passaggio non è più solo segnato da un ruolo specifico o da un evento biologico come le mestruazioni. Iniziamo a sentirci donne quando ci sentiamo grandi, quando scegliamo di andare a vivere da sole o quando affrontiamo un dolore, una gioia, o superiamo tutti i limiti imposti dagli altri e da noi stesse.

Ci sentiamo donne, e restiamo tali, quando diventiamo consapevoli di chi siamo come singolo individuo del mondo e non solo più per un ruolo specifico. E anche se scegliamo di diventare madri o mogli, o di non diventarlo proprio, nulla di ciò che faremo annullerà il nostro essere donna, perché è questo che siamo prima di ogni cosa.

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