Mindfulness: sette falsi miti da sfatare

Mindfulness: sette falsi miti da sfatare La verità su mindfulness e pratiche di consapevolezza: un nuovo approccio per il raggiungimento di un'esistenza piena e soddisfacente

Data la sua crescente fama, è opportuno fare un’operazione di verità sulla mindfulness per liberarla a tanti pregiudizi e false idee che la circondano.
La traduzione della parola mindfulness è consapevolezza e racchiude tutte quelle pratiche e tecniche che aiutano a mantenere costantemente il radicamento con il momento presente. Il suo approccio più noto, tuttavia, lo uniforma alle esperienze meditative degli orientali, rendendola di non sempre immediata comprensione.

Tuttavia, si può provare a liberare il campo dai sette fondamentali tabù.
La mindfulness non è un’esperienza “new age”, è solo un approccio all’esistenza concentrato sul qui ed ora: non ha bisogno di particolari ambienti, anzi, trova la sua ragion d’essere proprio nell’accettazione del momento presente, quale che esso sia.
Non implica l’adesione ad alcuna religione: se è vero che tutte le grandi religioni, pur aspirando ad una vita ultraterrena, insegnano che è nel momento presente che bisogna dare il meglio di sè, è pure da considerare che anche una concezione atea dell’esistenza richiede che si viva attimo per attimo, proprio perché non cì’è previsione o certezza di altro.
E, soprattutto, mindfulness e scienza sono grandi alleate: ormai non si contano più gli studi che certificano di come una sana pratica di consapevolezza sia utile per migliorare gli effetti di terapie mediche importanti o in un percorso di psicoterapia.

Se pure si associa spesso all’immagine di persone in meditazione, in verità la mindfulness non è obbligatoriamente legata alle pratiche meditative. La consapevolezza è una conquista quotidiana, un’attitudine a percepire il momento presente, a viverlo pienamente con la mente e con tutti i sensi. La meditazione aiuta in tal senso, insegna e abitua a fermarsi sul singolo istante, ma non è il fulcro, bensì solo un possibile supporto.

Uno dei più frequenti equivoci è il valore che si dà all’accettazione di tutto quello che che accade: in verità, la mindfulness abitua a prendere ogni singolo evento per quello che è senza giudizi e senza mediazioni; il perdono è una fase successiva, nella quale si lascia andare anche il male, gli si impedisce di avvelenare l’esistenza. Proprio per questo non c’è indebolimento del proprio essere e della propria integrità. La verità della mindulness più illuminante è proprio questa: essere consapevoli, e quindi accettare sè stessi e il momento presente ci rende più forti, perché ci fa vedere il mondo come è e non come lo vorremmo.

Proprio questo è il punto di partenza per una vita appagante: il qui ed ora non ci allontana dalla responsabilità di programmare il futuro; anzi, sgombera il campo da illusioni e distorsioni, aiuta a progettare facendo leva sulla realtà così com’è e ponendo in luce come essa possa essere cambiata. E’ solo dall’accettazione che può nascere il cambiamento, ed è proprio questo il grande messaggio che rende la pratica di mindfulness un imbattibile alleato per una vita migliore all’insegna di un conquistato ottimismo.

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