Ludopatia: sintomi, cause e come curarla

La ludopatia si riferisce ad una condizione in cui chi ne soffre non riesce a resistere al desiderio di giocare d’azzardo. Ne parliamo con l'esperta

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

Non ci sono solo dipendenze come quelle da sostanze stupefacenti o da alcol. Negli ultimi anni infatti, ne sono emerse di nuove, come quella da gioco d’azzardo (la ludopatia) e da shopping compulsivo.

L’etimologia ci aiuta a capire di cosa si tratta: il termine ludopatia, è formato da due parole di derivazione greca, ovvero ludos (gioco), e pathos (sofferenza, malattia). La ludopatia, che in psicologia prende il nome di disturbo da gioco d’azzardo, si riferisce a una condizione in cui chi ne soffre non riesce a resistere al desiderio di giocare d’azzardo. Come già per altri disturbi psicologici, anche la ludopatia in alcuni casi può avere delle ripercussioni importanti sulle attività quotidiane.

Oggi poi, è diventato ancora più semplice giocare d’azzardo e in questo senso, Internet ne facilita lo sviluppo, come anche per altre “nuove” dipendenze.

Con l’aiuto della Dottoressa Sara Baldrighi, Psicologa e Psicoterapeuta, capiamo meglio che cos’è la ludopatia, quali sono i sintomi e come è possibile curarla.

Che cos’è

«La ludopatia è l’incapacità di resistere all’impulso di comportamenti finalizzati al gioco. Come in ogni dipendenza, questi comportamenti possono intensificarsi gradualmente, incidendo però in modo negativo sulla vita personale, ad esempio sulla famiglia e sul lavoro», spiega la dottoressa.

Sintomi

«La diagnosi da disturbo da gioco d’azzardo, può arrivare se l’individuo presenta almeno 4 (o più) di queste caratteristiche:

  • ha un bisogno crescente di denaro da spendere per giocare;
  • se pensa di ridurre o di smettere di giocare, diventa irrequieto e irritabile;
  • spesso è preoccupato per il gioco d’azzardo, quindi tende a pianificare la prossima occasione di gioco e pensa ai modi per ottenere ulteriore denaro per poter giocare;
  • gioca per placare delle emozioni negative, ad esempio l’ansia;
  • ha la tendenza a mentire ai familiari per coprire le quantità di tempo investite per giocare o le somme di denaro spese;
  • mette in pericolo opportunità di studio, di lavoro, relazioni con familiari per il gioco;
  • fa affidamento sugli altri per procurarsi il denaro per risolvere i propri problemi finanziari», continua l’esperta.

In sostanza, il dipendente da ludopatia spesso perde denaro giocando e poi gioca di nuovo per recuperarlo. In questo modo, rischia però di mettere in moto un circolo vizioso che può portarlo anche ad accumulare debiti.

Tipologie di giocatori d’azzardo

«Già nel 1984 erano state individuate ben 5 tipologie di giocatori d’azzardo:

  1. i professionisti, ovvero quelli che considerano il gioco d’azzardo la loro professione. In questo caso, non si tratta di persone che ne sono dipendenti perché non perdono il controllo sull’attività, riuscendo a controllare bene l’evolversi;
  2. gli antisociali, che si servono del gioco d’azzardo per ottenere denaro in modo illegale. È il caso delle corse truccate di cavalli, delle carte segnate;
  3. i sociali occasionali, ovvero quelli che lo fanno in modo occasionale per socializzare. Il gioco non interferisce con gli obblighi di lavoro e di vita e possono quindi non avere la diagnosi di dipendenza da gioco d’azzardo;
  4. quelli che lo fanno per fuga e per alleviare il dolore. Quindi coloro che giocano per alleviare noia, dolore, sensazioni negative;
  5. i compulsivi, che invece hanno perso del tutto il controllo.

Cause

«Dietro allo sviluppo della ludopatia ci possono essere più cause. Potrebbe ad esempio esserci una predisposizione fisiologica che può interagire con i fattori ambientali o con la storia di vita della persona. Queste persone inoltre, sembrano mostrare caratteristiche psicologiche comuni ad altre dipendenze tra cui l’impulsività.

Ci possono essere poi dei fattori precipitanti e dei fattori di mantenimento: ad esempio, un individuo può avere una predisposizione dal punto di vista biologico, però dal punto di vista sociale e psicologico non accade nulla. Di conseguenza, potrebbe non sviluppare una dipendenza da gioco d’azzardo. Tuttavia, potrebbe presentare dei fattori predisponenti, come una storia familiare con gioco d’azzardo pregresso.

Oppure ci possono essere dei fattori precipitanti che possono avvicinare la persona al gioco d’azzardo, tra cui un trauma, la perdita del lavoro, una separazione. A questi, si possono aggiungere i fattori di mantenimento quindi le vincite, la possibilità di avere un alto livello di socializzazione, il sollievo dal dolore e dalla noia», prosegue la dottoressa Baldrighi.

Come curarla

«Il dipendente da ludopatia potrebbe non essere cosciente di avere una dipendenza, quindi la prima cosa da fare è riconoscere di averla. A questo punto, diventa utile iniziare un percorso psicoterapeutico o entrare a far parte di gruppi di aiuto e di sostegno».

A volte, chi ne è dipendente può arrivare a rendersi conto che qualcosa non va, ma non è detto che passi allo step successivo, ovvero chiedere aiuto. E in questo caso, può essere determinante il supporto da parte di una persona a lui molto vicina.

Come aiutare chi è affetto da ludopatia

«Anche se non è sempre facile, chi vive accanto a una persona che soffre di ludopatia potrebbe notare alcuni dei sintomi descritti sopra. La prima cosa da fare è imparare a dire di no, ad esempio non prestare soldi perché questo costringerebbe il giocatore ad affrontare il problema», conclude la dottoressa.

In generale quindi, la ludopatia può svilupparsi in modi differenti. Ci sono numerosi campanelli d’allarme che possono aiutare soprattutto chi è vicino alla persona dipendente a riconoscerli.

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