La zona oscura dell’amore: ossessione, psicosi e gelosia

A volte anche il più nobile dei sentimenti si ammala: ecco cosa succede quando l'amore si trasforma in ossessione e in psicosi partendo dalla gelosia

Innamorarsi innesca nel cervello umano una serie di particolari reazioni neurochimiche che a volte, dalla semplice gelosia, possono trasformare l’amore in ossessione e persino in psicosi. Ma cosa accade veramente nella mente di un innamorato? Lo spiega il primario Neurologo dell’IRCCS di Roma, Piero Barbanti che, in una nota diffusa proprio il giorno di San Valentino, descrive in termini fisiologici tutti i passaggi dall’amore sano a quello malato.

Nell’innamoramento (la prima fase dell’amore), il cervello è bombardato da una serie di sostanze chimiche rilasciate dall’ipotalamo, al pari di ciò che avviene dopo l’assunzione di cocaina. Per questo motivo, “stare male per amore” non è solo una sensazione percepita dall’innamorato ma è ciò che realmente avviene nel cervello. Alcuni ormoni, infatti, sono coinvolti molto direttamente nell’amore e nella sua evoluzione determinando il passaggio dall’innamoramento alle fasi più critiche, come l’ossessione e la psicosi.

L’euforia tipica dell’innamorato è giustificata da un innalzamento dei livelli di dopamina mentre la riduzione della serotonina è alla base dell’ossessività.
Vasopressina e ossitocina, invece, sono responsabili della frequente possessività dell’innamorato e il romanticismo, generalmente tipico delle fasi iniziali dell’amore, è determinato dall’aumento del fattore di crescita nervosa (NGF). Questi processi chimici che scattano nel cervello hanno lo scopo, in termini Darwiniani, di contribuire alla conservazione e all’evoluzione della specie perché spingono gli individui a restare uniti. Una volta sperimentato, non si può fare più a meno dell’amore proprio come avviene nell’assunzione di stupefacenti. Tutti questi fattori, quindi, innescano dei meccanismi dal formidabile valore evoluzionistico.

Il passaggio dall’amore alla psicosi è stabilito da altrettante cause fisiologiche. Il cervello dell’innamorato, infatti, presenta una maggiore attivazione delle aree deputate alle emozioni e una minor funzionalità di quelle razionali (come nel caso della corteccia prefrontale). Allo stesso tempo viene inibita un’area dell’amigdala che è responsabile della paura: da qui si spiegano, dunque, tutti i comportamenti irrazionali dell’innamorato (e non solo) e il coraggio tipico dell’ amore materno. Partendo dal presupposto che questi eventi fisiologici del cervello si mantengono anche nell’adulto, l’amore è quel “fanciullino” a cui nessuno può sottrarsi e la perdita dell’amore è la sconfitta di questa parte più irrazionale.

Gelosia, ossessione e psicosi sono le cause derivanti dalla paura della perdita di questa irrazionalità chiamata “amore”. Da ciò si capisce come, nelle fasi più critiche dell’amore, sia indispensabile ricorrere a un aiuto psicologico e psicoterapeutico.

Immagini: Depositphotos

La zona oscura dell’amore: ossessione, psicosi e gelosia