La vita mi ha sorriso quando non me l’aspettavo più

Così quando quella serenità raggiunta dopo tanta sofferenza mi sembrava l'ultimo traguardo, è successo qualcosa di meraviglioso

Le connotazioni del verbo ricominciare mi piacciono tutte. Perché indipendentemente dal contesto in cui questo viene collocato, rimanda sempre alla possibilità di un nuovo inizio, anche quando avevamo le certezze che questo non sarebbe mai arrivato. Così è successo a me.

Ne sono stata convinta per tanti, troppi anni, quando ho scelto di restare accanto a quell’uomo e ai suoi demoni, ai tormenti, gli stessi che ho provato ad alleviare per amore, o forse per convenienza. Perché dopo tutto il tempo trascorso a condividere la vita mi sembrava questo l’unico epilogo per noi, per me. Quello di restare al suo fianco.

Così l’ho fatto, anche quando il significato della parola amore appariva svuotato, anche quando mi sono chiesta se io e lui ci fossimo amati davvero. Perché in fondo, quando ci siamo conosciuti io ero solo una bambina, così come lo era anche lui. E sarebbe stato bello se fossimo rimasti così, con la spensieratezza dei nostri anni annullati dalle esigenze di crescere troppo in fretta. Perché a quei tempi, quelli miei, non ci era consentito sognare troppo a lungo.

E poi le abitudini, la nascita dei figli e quella indipendenza economica che non poteva esistere. Perché dopo il lavoro, lui ritornava ai suoi demoni, quelli che portavano il nome dell’alcol, mentre io dovevo occuparmi della casa, dei bambini e di tutto quello che non riusciva a fare lui.

Ma più il tempo passava, più mi convincevo che quello fosse il mio unico destino già scritto da qualcun altro. Però non ci credevo davvero. Così ho iniziato a guardare il mondo che esisteva lì fuori, e che per troppo tempo avevo trascurato perché rinchiusa nella mia prigione. E ho scoperto che era bello e pieno di opportunità, quello che non avevo mai avuto, che non avevo mai cercato.

Certo, farlo alla mia età per qualcuno è stato un colpo di testa. Del resto dopo essere stata moglie e madre per tanti anni, l’unico ruolo a cui ero destinata era quella di nonna. Perché è così che va la vita. Ma io ho deciso per me che non era troppo tardi e ho ricominciato. Non l’ho fatto all’improvviso e in maniera sfrontata, ma a piccoli passi.

Ho trovato un lavoro, il primo dopo tanto tempo. Un impiego umile che però mi ha fatto sentire la scintilla, quella che pensavo si fosse spenta per sempre. Questo mi ha consentito di diventare indipendente economicamente, finalmente. E di lasciare quella casa. E questo non avvenuto con drammi e vilipendi, perché io e mio marito lo sapevamo che ormai a tenerci uniti era solo la paura di restare l’uno senza l’altra, e di abbandonare tutto ciò che conoscevamo, nel bene e nel male. Ma lo abbiamo fatto. E io me ne sono andata.

Mi bastava questo. Un po’ della serenità che non avevo mai avuto per sentirmi bene con me stessa. Una sensazione impagabile che sembra banale, ma che rispecchiava tutto ciò che ho sempre desiderato. Così ho continuato a trascorrere i giorni abituandomi alla nuova routine, finché è successo qualcosa che l’ha sconvolta.

Un uomo è entrato nella mia vita. È ritornato, in realtà. Quel vecchio amico perso di vista, e incontrato tra le strade del Paese, è diventato il mio confidente, il mio supporter. È diventato il mio compagno. E il mio cuore ha ricominciato a battere come non faceva più da tempo. La quotidianità alla quale mi stavo abituando si è trasformata, di nuovo ed è diventata per due. E non è mai stata così bella.

E allora l’ho capito che è proprio quando non ti aspetti più niente dalla vita che questa ti stupisce e ti sorride come forse non ha fatto mai. Come ha fatto con me.