Il Viaggiatore Cittadino del Mondo, come conquistarlo

È sempre in arrivo o in partenza. Quando lo chiami non gli chiedi come sta, ma dov’è. Potrebbe disegnarti la piantina di tutti gli aeroporti nazionali e internazionali, indicando con precisione l’ubicazione di free shop e vip lounge (probabilmente, anche toilette).
Fan delle millemiglia, nel portafogli conserva le carte fedeltà di una dozzina di compagnie aeree e di altrettanti circuiti di hotel. Nel tempo libero, conta i punti accumulati.
Naturalmente non viaggia per piacere ma per dovere: spesso il Viaggiatore è un ingegnere, che costruisce ponti nel Sud Est asiatico o installa impianti nelle steppe russe, ma può essere anche un semplice operaio specializzato, che svolge le stesse mansioni dell’ingegnere, pagato meno, o il dipendente di una multinazionale con sedi qua e là.
La sua donna ideale ha vissuto almeno un anno all’estero, parla correntemente inglese-francese-tedesco ed è capace di stipare il necessario per una vacanza di due settimane in un bagaglio a mano. Lui stesso (che in città si sposta in taxi) non si muove senza un minitrolley o almeno un capiente zaino, né senza la sua giacca mille tasche: una per il biglietto, una per il passaporto, una per il quotidiano, un paio per barrette-patatine-snack, perché il cibo a bordo è sempre terribile…
Mangia cucina internazionale, ovvero i piatti evergreen serviti in ogni ristorante di hotel del mondo, dalla vichyssoise al filet mignon, dalle pommes duchesse al parfait. Per ricreare quest’atmosfera, se ti invita a cena sarà nel ristorante di un grande albergo cittadino, dove ti stupirà scegliendo dalla carta dei vini una bottiglia neozelandese, cilena o californiana.

Il suo peccato di gola: una rustichella dell’Autogrill.

Come conquistarlo
Con lui, devi essere pronta a tutto. Compreso fiondarti da un aeroporto all’altro perché il suo volo, causa nebbia, è stato dirottato (sì, lo so, probabilmente la nebbia invaderà anche l’autostrada, ma a te mica fa paura, vero?).
E, naturalmente, devi essere donna di mondo. Perciò, a ogni suo accenno a qualunque città straniera, sia Londra o Kuala Lumpur, mostrerai o fingerai di sapere di cosa sta parlando.
Non è difficile: basta reprimere ogni oh! di meraviglia e annuire comprensiva e un po’ complice, aggiungendo ogni tanto un lo so, lo so. Del resto lui, perennemente circondato da altri viaggiatori, hostess e steward, è talmente poco abituato a far conversazione con qualcuno che lo capisce e lo ascolta (le chiacchiere tra Viaggiatori su ritardi e cancellazioni non contano), che gli basterà semplicemente averti lì, apparentemente interessata a ciò che ha da raccontare.
Puoi anche prepararti prima, se sai da dove è appena arrivato, facendo un giro su internet per trovare qualche spunto, anche all’apparenza banale, tipo chiedere se Kuala è sempre tanto afosa (il sempre presuppone che tu l’abbia sperimentato in un qualche passato): mentre lui confermerà, dando il via a una miniconferenza sul clima monsonico della Malesia, tu potrai occuparti degli ultimi ritocchi alla cena.
Il tema: cucina internazionale rivisitata in chiave genuina. Per fargli scoprire che la tua crema di porri e patate (la già citata vichyssoise) non sa di farina e di lattina, che i filetti di vitello non sono perfettamente rotondi e che, forse, l’aria di casa ha un po’ il profumo dei tuoi manicaretti…

Il Viaggiatore Cittadino del Mondo, come conquistarlo