Il tuo primo ricordo dell’infanzia? Molto probabilmente è falso!

Ecco cosa succede alla nostra mente quando cerchiamo di scavare nel punto più remoto della nostra memoria.

Provare a scavare nella propria memoria, facendo riemergere il ricordo più vecchio che abbiamo, è sempre un esercizio tanto gradevole quanto emozionante. Peccato che il risultato sia quello di riportarci alla mente episodi che non corrispondono alla realtà. Almeno per il 40% dei casi.

Lo dimostra uno studio effettuato in collaborazione tra diverse università del Regno Unito e che è stato pubblicato sulla rivista ‘Psychological Science‘. Sono state contattate ben 6641 persone, che hanno dovuto rispondere a un questionario approfondito i cui risultati sono in contraddizione con ciò che ha dimostrato la scienza.

Ben 2500 individui, infatti, hanno riferito di avere ricordi più o meno precisi risalenti ai loro due anni d’età e addirittura 900 hanno fatto risalire il loro primo ricordo a quando avevano un anno.

Svariati studi scientifici, tuttavia, affermano che i ricordi si immagazzinano nel cervello solo a partire dai tre anni, anche tre anni e mezzo d’età. I ricercatori hanno quindi chiesto a coloro che ricordavano episodi dei loro primissimi anni di vita di esporli nella maniera più dettagliata possibile. La regola era non fare riferimento a immagini fotografiche, filmate o a racconti familiari.

Esaminando il modo di queste persone di raccontare i loro ricordi (il contenuto, il linguaggio o i dettagli) è emerso che gli esaminati in realtà riesumavano solo il frammento di una reale esperienza. In base a questa, poi, costruivano un episodio o un’immagine in realtà artefatta, che si completava sulla base di notizie, racconti o fotografie apprese in momenti successivi. Ad esempio, un ricordo di nostra madre che ci sorride mentre siamo in carrozzina può essere il frutto di uno sbiadito ricordo della carrozzina in questione, unito a una vecchia foto della stessa carrozzina (che ovviamente abbiamo visto negli anni successivi) e all’immagine del sorriso di nostra madre, che invece abbiamo ben stampata nel nostro cervello.

Quando pensiamo al nostro primo ricordo, quindi, dobbiamo partire dal presupposto che molto probabilmente si tratterà non di un reale momento della vita che abbiamo vissuto quando eravamo piccolissime, ma invece di una mera rappresentazione mentale, che fonde diversi frammenti e li unisce in una singola immagine come una sorta di mosaico. In più nella nostra mente aggiungiamo dettagli che sono solo il frutto della nostra conoscenza del mondo. In realtà non sono ricordi, ma sono talmente radicati nella nostra mente che il nostro cervello li percepisce come tali.

“I sistemi che permettono un ricordo completo di un’esperienza sono molto complessi e si consolidano tanto da poter essere ricordati anche in età adulta solo a 5-6 anni. Solo a quel punto abbiamo raggiunto un sufficiente grado di maturazione neurobiologica, unito oltretutto alla capacità di comprendere il mondo”, ha spiegato Shazia Akhtar, ricercatrice dell’Università di Bradford e primo autore dello studio.

Il tuo primo ricordo dell’infanzia? Molto probabilmente è ...