Maschi in via d’estinzione? Sono inutili e deboli. Il futuro è donna

Che la donna rappresenti il sesso debole, è un falso preconcetto. In natura accade proprio il contrario: a essere deboli sono i maschi, spesso ridotti ad appendici penzolanti del corpaccione della femmina, un mero serbatoio di spermatozoi. Addirittura i maschi si starebbero estinguendo. Il motivo? Sono inutili. Sono un pesante fardello per l’evoluzione e se ne può fare tranquillamente a meno.

A sostenerlo è Telmo Pievani, filosofo della biologia e uno dei massimi esperti di evoluzionismo, che, insieme al giornalista Federico Taddia, ha scritto un interessantissimo saggio "Il maschio è inutile" edito da Garzanti in cui esplora il rapporto tra i sessi e il loro destino evolutivo. Da qui si spiegano alcune dinamiche sociali che ci toccano da vicino, prima fra tutte la crescente violenza nei confronti delle donne (il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne). Per non cadere in facili banalità, abbiamo chiesto al Professor Pievani di fare luce su questi argomenti.

Professor Pievani, cominciamo dal titolo "Il maschio è inutile", è una provocazione o il suo vero destino evolutivo?
Entrambe le cose. Già il libro è una provocazione, perché si incontrano il linguaggio scientifico e quello della satira restituendo un messaggio sottostante di critica sociale. Dal punto di vista scientifico, se noi osserviamo la natura scopriamo che il sesso forte non è certo quello maschile, ma quello femminile. Mentre dal punto di vista sociale, Federico Taddei racconta di uomini molto teneri che smettono di fare i maschi da testosterone e recuperano così in extremis la loro utilità. Distaccandosi dall’immagine stereotipata dell’uomo-macho, il maschio recupera la sua forza e può sopravvivere.

Nella premessa al suo libro si legge che il maschio si sta estinguendo e forse è per questo che è sempre più nervoso e violento. Dunque si potrebbe dire che esiste una motivazione biologica a fondo delle violenze sempre più numerose contro le donne?
Sì, fra le ragioni che spiegano questa terribile crescita della aggressività maschile nei confronti delle donne, c’è il fatto che il maschio percepisce implicitamente di essere fragile e debole. Così si innervosisce e fa quello che vediamo spesso nell’evoluzione, reagisce con violenza per squalificare l’altro sesso. E questa è una forma di debolezza estrema.

Veniamo a un altro tema di grande attualità: l’omosessualità. Lei afferma che considerarla una deviazione contro natura è senza senso. Qual è la giustificazione evolutiva dell’omosessualità?
Nel libro parliamo di "Natura arcobaleno", perché in essa c’è di tutto: eterossessualità prevalente, eterosessualità marginale, omosessualità maschile e femminile, bissessualità e perfino la rinuncia al sesso. Abbiamo voluto sottolineare questa varietà, poiché nel dibattito italiano è molto presente il continuo richiamo alla natura come autorità morale. Questo significa dimenticare, però, che la natura non determina il nostro giudizio morale, non ci dice cosa è giusto e sbagliato. Essa ci dice solo come siamo fatti e perché. Pensare alla natura come un luogo armonico, per cui tutto ciò che è naturale è buono, è paradossale. In essa si incontrano violenza e cooperazione, la natura è ambigua e come tale non può essere un giudice morale.

In natura senza sesso si può, eppure c’è. Qual è il suo segreto?
E’ una domanda complicata. Se trovassimo la risposta definitiva, riusciremmo a spiegare perché i maschi esistono ancora. Tra le varie ipotesi la più accreditata afferma che il sesso esiste perché garantisce la diversità tra gli individui. E la diversità è il combustibile fondamentale della evoluzione: senza diversità non c’è cambiamento e dunque miglioramento.

Allora è per questo che gli uomini non sono tutti George Clooney?
Esatto, la diversità riemerge sempre  anche se le femmine scelgono sempre i maschi in base alla prestanza fisica e alla capacità di essere futuri buoni padri.

Se non si arriva proprio alla sua estinzione, in futuro il maschio diventerà solo un accessorio della femmina?
Questo è un vero e proprio incubo femminista. Credo di no, il maschio non si ridurrà a strumento della femmina. Il messaggio, oggettivo non morale, che la natura ci dà è che più c’è diversità, più c’è possibilità di cambiamento, più riduciamo la diversità in tutti i sensi, più indeboliamo le popolazioni biologiche, noi compresi.


 

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