Il cuore non è soltanto un organo: è anche un centro dell’intelligenza

Il nostro muscolo cardiaco possiede un proprio cervello e può esserci molto utile quando dobbiamo prendere decisioni. Ecco perché dovremmo ascoltarlo più attentamente

Non soltanto organo vitale per eccellenza, ma vero e proprio centro di intelligenza. Il nostro cuore possiederebbe un cervello nascosto in grado di elaborare pensieri e ragionamenti, e, secondo gli studi condotti da Gregg Brade, dell’Hearth Math Institute di Boulder Creek (California), dovremmo imparare ad ascoltarlo più frequentemente di quanto non facciamo, soprattutto quando siamo chiamati a prendere decisioni importanti.

Secondo questa ricerca infatti, il muscolo che pompa sangue ai nostri organi e tessuti ha anche la capacità di impartire comandi al cervello del cranio. Il cuore è la sede delle intuizioni, che spesso costituiscono la base dei ragionamenti. Grazie a questa sua caratteristica sarebbe in grado di parlarci in modo diretto e neutrale, al contrario del cervello, contaminato dall’esperienza o da elementi attinenti al nostro passato.

Pensando con la testa attingiamo dal panorama concettuale che ci siamo creati per darci la risposta che riteniamo giusta. Attraverso il suo sistema neurologico indipendente, il cuore ci dà invece la possibilità di pensare facendo riferimento alle nostre abilità precognitive legate all’istinto.

Questa intelligenza del cuore è stata descritta con il termine Hridaya, che in sanscrito significa “cuore spirituale”.

Nei suoi studi, Brade fa anche riferimento al fatto che il cuore sia il primo organo ad entrare in funzione. Si attiva infatti circa venti giorni dopo il concepimento, secondo un processo che viene definito autoritmico, mentre la mente non inizia le sue funzioni prima del novantesimo giorno.

Il cuore umano inoltre produce il campo energetico più ampio e potente di tutti quelli generati da qualsiasi altro organo del corpo. I ricercatori hanno scoperto che il diametro di questo campo elettromagnetico si estende dai due metri e mezzo ai tre metri, e la sua componente magnetica è circa 5.000 volte più potente di quella prodotta dal cervello.

Ascoltare gli impulsi del proprio cuore non è affatto semplice, e per riuscirci gli scienziati consigliano di controllare attentamente la propria respirazione. Respirando lentamente infatti dovremmo rallentare il ritmo tendenzialmente frenetico del nostro cervello “superiore”, prestando attenzione invece a quello cardiaco.

Il cuore non è soltanto un organo: è anche un centro dell’inte...