Così un giorno ho imparato ad amare i temporali

Solo la più feroce delle tempeste può farci apprezzare veramente il sole

Maestosi e spaventosi, fuori da ogni logica umana, così me li ricordo i temporali quando, da bambina, li guardavo dalla finestra di una camera che ai tempi mi sembrava troppo grande per me. Mi nascondevo tra le coperte, dalle quali si intravedevano solo gli occhi e mi lasciavo cullare dalle mani di mamma, così rassicuranti e confortevoli, che mi facevano capire che tutto sarebbe andato per il meglio.

E nonostante lo spavento, dei fulmini e dei tuoni, ero estremamente affascinata dal quel fenomeno che per me era inspiegabile, da quel cielo squarciato di bianco. Forse perché ormai lo avevo già capito che dopo ogni tempesta esce sempre il sole, e anche perché non vedevo l’ora di uscire in strada a respirare quell’inconfondibile odore di erba bagnata. Io, quelle sensazioni, le ricordo ancora.

Col tempo poi, ho iniziato a fare capolino dalle coperte, e quella pioggia che scendeva così incessante non mi sembrava più così spaventosa. Al contrario, ricordo quanto mi piacesse restare proprio davanti a quella finestra per osservare, per ore, l’acqua che scrosciava e che lavava le strade, quel cielo così cupo e così intenso che creava delle sfumature inedite e incredibili nel paesaggio che mi circondava tutto intorno.

Così, senza neanche accorgermene, mi sono resa conto che ho iniziato ad amare i temporali e non solo, ho riconosciuto il mio percorso di vita proprio in essi. Mi sono resa conto di come, la più funesta delle tempesta, rappresentasse l’irrequietezza della mia anima.

Mi sono sentita esattamente come il cielo, così tumultuoso prima di ritrovare il suo aspetto più bello, rinnovato e limpido. Sono stata quella tempesta, quando ho vagato disperatamente alla ricerca della mia strada e ho provato rabbia e rancore per i tradimenti e le delusioni. E poi ci ho camminato in mezzo a quello stesso temporale, che ai tempi mi sembrava più un uragano dal quale non sarei uscita indenne.

Poi ho capito che era vero, che dopo ogni tempesta esce sempre il sole. Che la pioggia è necessaria per spazzare via tutto quello che non serve più, per dare nuova vita a tutte quelle sfumature di colore che fanno parte di ognuno di noi. Ho compreso che senza il temporale non avrei mai apprezzato così tanto la luce.

Che esattamente come accade in natura, la vita ci mette davanti degli ostacoli, solo perché sa che siamo in grado di superarli, ma a volte dobbiamo trovarci nel mezzo del tornado più feroce per comprendere quanta forza abbiamo.

Tutto questo me lo hanno insegnato i temporali, ecco perché ho imparato ad amarli.

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Così un giorno ho imparato ad amare i temporali