Gelosia, da dove nasce e perché ne soffriamo

Un sentimento arcaico con diversi gradi di intensità legato al desiderio di possesso

Secondo uno studio su invidia e gelosia, condotto all’Università di Aberdeen, in Gran Bretagna, le donne in età fertile sono più propense di quelle in menopausa a sminuire la bellezza delle altre.

Professor Meluzzi, secondo lei perché?
Intanto gelosia e invidia femminili sono due sentimenti abbastanza diversi. La gelosia è legata al sentimento del possesso ed è uno stato d’animo ubiquitario nell’uomo perché è legato direttamente all’attaccamento. Quindi è molto arcaico, risale al legame del corpo del bambino a quello della madre. Avere desideri di controllare, di possedere, di avere un rapporto totalizzante con ciò che si ama e ciò che si desidera è un sentimento antico come l’uomo. La gelosia naturalmente può essere declinata in forme e con gradi intensità della vita a seconda dell’età della vita, dei momenti e delle situazioni. L’età fertile è un’età in cui le tempeste ormonali sicuramente accentuano e amplificano questo tipo di sentimenti. Il tono dell’umore delle donne ovviamente è molto diverso nella fase premestruale, postmestruale, nella fase dell’ovulazione, della fase preovulatoria quando anche il desiderio aumenta. Perché tutto questo poi ha una sua funzione specifica che è legata a questo grande mistero che è la diffusione, l’amplificazione e la trasmissione della vita.

Ma è solo una questione di ormoni?
No, ma ha a che vedere con la stabilizzazione del rapporto con l’oggetto del desiderio che è un desiderio umanissimo e anche direi positivo per certi versi.

La gelosia è dovuta più all’insicurezza o all’aggressività?
Non direi che di per sé non è legata né all’insicurezza né a dei sentimenti deficitari. Direi che è consustanziale al sentimento dell’amore. Inevitabilmente. E quindi oserei dire che non c’è amore senza gelosia. Se vogliamo dire una cosa banale.

Dietro le quinte dei programmi tv ai quali ha partecipato le è capitato di vedere scene di gelosia o invidia tra donne dello spettacolo?
No (risponde secco – ndr), direi che gli ambienti dello spettacolo in generale e quelli dello show business sono luoghi in cui tutto questo è altamente professionalizzato. Tutto quello che si vede e si sente è l’espressione di una comunicazione di uno stereotipo di un’immagine di sé che si vuole veicolare. Direi che sono tra gli ambienti più asettici che si possano immaginare dal punto di vista sentimentale. Il gossip è puro teatro. Non sono più passionali di un laboratorio di neurochirurgia. Anzi, un laboratorio di neurochirurgia lo è molto di più perché la contemplazione della morte evoca sicuramente sentimenti forti di solito.

Per contro si parla spesso di quella particolare solidarietà femminile. Come fanno a coesistere i due atteggiamenti così diversi: gelosia e solidarietà?
Solidarietà femminile un corno. Nella donna c’è soprattutto la difesa della certezza del prodotto del concepimento, quindi della difesa di sé e del proprio nato. Nei confronti delle altre donne arcaicamente c’è una proprio un atteggiamento di sospetto e di aggressività fortissima, da questo punto di vista. Poi le donne hanno anche imparato a parlare tra di loro e a fare gruppo per proteggersi però prevale la sospettività nei confronti di intruse.

Cosa invidiano le donne e cosa gli uomini?
Solitamente le donne invidiano la giovinezza e l’aspetto fisico, mentre gli uomini solitamente invidiano il potere. Anche perché sono in due veicoli attraverso i quali gli uni e le altre accedono al rapporto con il partner. Le donne solitamente vengono scelte per bellezza, mentre gli uomini per potere.

Le donne soffrono maggiormente di gelosia retroattiva rispetto ai partner?
Non direi. La gelosia retrospettiva solitamente è un sentimento più maschile, perché è legato anche alla sensazione di incomprensione dell’universo femminile. Quindi alla sempre incompleta sicurezza di controllare l’oggetto del desiderio.

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