Fare un figlio non significa dimenticarci di noi stesse

L'errore più comune che commettiamo nella crescita dei nostri figli

Cosa significa essere genitore? Sicuramente responsabilità, impegno, amore incondizionato e un pizzico di fatica. Essere madre significa ricoprire un ruolo ben preciso nella società, un ruolo che ha diritti e doveri e, contemporaneamente, uno dei lavori più belli del mondo.
Quando mettiamo al mondo un bambino il nostro quotidiano subisce un vero e proprio terremoto: tutte le certezze e le sicurezze che avevamo si trasformano immediatamente in dubbi e ansie. Sarò all’altezza? Riuscirò a crescere mio figlio in modo impeccabile? Sarò una buona madre?

Tutti questi interrogativi che ci poniamo rendono ancora più difficile il nostro ruolo di genitore. Vediamo i nostri figli come gemme preziose e siamo il loro unico punto di riferimento. Questo amore incondizionato e questo loro bisogno necessario di essere cresciuti, allevati e amati da qualcuno a volte ci porta a dimenticarci di noi stesse.

Quando diventiamo mamme il mondo inizia a ruotare attorno al nostro piccolo ma questo non può e non deve essere un motivo per non amarci e volerci bene.

Fin da piccole ci insegnano i valori della generosità e dell’aiutare il prossimo e questi dogmi sono così fissati nella nostra mente che li consideriamo nel loro significato più “crudo” quando, in realtà, ci sono mille sfumature. Amare il proprio figlio e metterlo al centro del vostro universo è sicuramente la cosa più emozionante che voi possiate mai vivere ma questo non vi toglierà mai la bellezza di una giornata solo per voi, di una passeggiata al mare in solitaria o di quel corso in palestra che tanto vi piacerebbe frequentare.

Spesso, il quotidiano delle mamme è pieno di “dovrei” “potrei” “mi piacerebbe” e mai di verbi all’imperativo. Amarsi è un nostro dovere e serve per migliorarci e farci amare e apprezzare dal prossimo, compresi i nostri figli.

Non siamo solo genitori ma siamo anche insegnanti: ispirate i vostri bambini, insegnate loro il valore dell’amore per sé stessi e della ricerca della loro versione migliore. Educateli all’altruismo, alla generosità e alla condivisione ma non dimenticate di raccontargli anche il bello della solitudine, quando è positiva, del mettersi in gioco in nuove avventure e del provare nuove esperienze, anche quelle che inizialmente sembrano difficili per noi.

Con l’organizzazione si può tutto: bastano 10 minuti di libertà per ricaricarci subito le pile e sentirci già meglio. Un esempio frivolo potrebbe essere il semplice gesto di passarsi lo smalto sulle unghie: il tempo di realizzazione è davvero limitato ma l’effetto di cui godrete sarà fantastico, vi sentirete subito più coccolate.

Mettere al primo posto vostro figlio dimenticando tutto il resto è uno degli errori comuni durante la crescita dei nostri piccoli, non fa bene né a noi né a loro. La libertà è una cosa meravigliosa: lasciatene godere ai vostri figli e assaporate questa sensazione anche voi.
La vita è vostra: divertitevi a scappare, libere ed “egoiste” per dei momenti speciali solo per voi. Tanto poi si torna sempre a casa e abbracciare il vostro meraviglioso bambino sarà ancora più emozionante.

Fare un figlio non significa dimenticarci di noi stesse