Anche fallire nel peggiore dei modi è meglio di non averci mai provato

Tutti i fallimenti sono meravigliosi, perché ci insegnano qualcosa che dovevamo imparare: la vita, la felicità

Paura, questa maledetta conosciuta che ci impedisce di spiccare il volo ogni qualvolta siamo vicine alla meta tanto agognata. Perché poi, quel dubbio che si insinua nella testa e che appesantisce l’anima è sempre lo stesso e si manifesta con una frase che tutte noi conosciamo fin troppo bene: “E se fallisco?”.

Una paura comune e limitante che ci paralizza, che ci impedisce di iniziare o di portare a compimento imprese grandiose solo perché temiamo che non siano alla nostra portata. Siamo terrorizzate dal fallimento e dagli insuccessi, dal giudizio e dalle critiche di chi, nelle nostre azioni, vede l’ennesima sconfitta, anche se lo abbiamo imparato a nostre spese che il meno clemente dei giudici, in questi casi, ha il suo tribunale proprio in noi stesse.

Ma davvero un fallimento può essere peggiore dell’immobilità? Veramente preferiamo restare confinate in quell’aspetto della nostra vita, che più che una comfort zone sembra una trappola, solo per paura di sbagliare?

Ogni fallimento ci insegna qualcosa che avevamo bisogno di imparare.
Charles Dickens

Sono molte le storie che sentiamo, o che leggiamo, di persone che dal nulla hanno ottenuto tutto, hanno raggiunto i loro sogni, hanno chiesto e preteso dalla vita tutto ciò che avevano sempre desiderato. E pensare che il loro percorso sia stato tutto in salita, senza ostacolo alcuno, è una menzogna che ci raccontiamo per non affrontare i nostri di limiti.

Come se poi esistessero davvero questi limiti, oltre a quelli mentali, s’intende. La verità è che non c’è fallimento più grande se non quello di non provarci davvero e non si tratta di un luogo comune o di una frase fatta, ma di una realtà che se accettata, ci mette davanti alle più belle e grandiose possibilità che la vita ci ha riservato.

E che poi diciamolo, che senso avrebbe tutto, se ottenessimo il successo alla prima prova? Dove finirebbe quell’infinita soddisfazione provata per essere riuscite ad arrivare alla meta, anche con qualche cicatrice in più? E ancora, come potremmo imparare il senso di tutto e apprezzare la meravigliosa sensazione di un sogno raggiunto se non abbiamo alle spalle qualche sconfitta?

Dovremmo imparare dai bambini, del resto lo siamo state anche noi un tempo. Dovremmo ricordarci di quando, imperterrite e spavalde, muovevamo i primi passi verso il mondo, quante cadute abbiamo fatto! Eppure non ci è mai importato niente di quei dolori momentanei, dei graffi e delle ginocchia sbucciate perché tutte quelle cadute altro non facevano che darci forza, giorno dopo giorno, per alzarci e riprovarci, fino a riuscirci.

Non avremmo imparato a camminare se non avessimo avuto il coraggio di affrontare ogni caduta, e non potremmo scoprire il senso della felicità, ora, se rinunciassimo a provarci.

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Anche fallire nel peggiore dei modi è meglio di non averci mai provat...