Meno male che esistono gli errori e che ci liberano dal buonismo

Sbagliare è un'occasione perfetta e preziosa per ritrovarci, per riprendere in mano la nostra vita, senza più nasconderci dietro l'alibi della perfezione

La percezione che abbiamo dei nostri errori è piuttosto distopica. Li demonizziamo, li nascondiamo per vergogna, ci puniamo e ci colpevolizziamo senza sosta, piuttosto che comprendere che quelli sono degli alleati, degli strumenti da utilizzare per la nostra evoluzione.

La verità è che facciamo questo perché gli errori che commettiamo distruggono, nella maggior parte delle volte, quell’aura di perfezione che abbiamo costruito intorno alla nostra persona. Quella che ci fa guardare il mondo con occhio critico, quella che ci spinge persino a giudicare i comportamenti altrui e a pensare che noi non avremmo mai agito in quel modo. Perché siamo migliori.

Ma la verità è che tutte commettiamo degli errori, prima o poi. E questi non ci rendono delle persone peggiori o condannabili a ogni costo, anzi, imparando dai nostri sbagli possiamo migliorare sempre un po’ di più.

Ma gli errori ci servono, sono essenziali per scavare oltre quella visione superficiale che abbiamo della nostra vita, quella che prende in considerazione solo i pregi, le vittorie e le soddisfazioni, e ignora tutto il resto. La vita perfetta non esiste, e dietro a tutto quel luccichio si nascondono sempre insoddisfazioni, problemi e ferite profonde.

Anche gli sbagli ci dicono qualcosa. Loro sono la prova che siamo umani, che siamo imperfetti. E meno male! Ci liberano dal buonismo, da quella recita che contamina l’anima e reprime la nostra vera natura.

Più ci sforziamo di essere perfette e migliori, più soffochiamo quello che siamo davvero, limitando il nostro spazio di espressione. Gli errori, invece, ci permettono di levarci quella maschera che non ci appartiene e che abbiamo costruito fin da piccole per farci accettare dagli altri.

Un’occasione perfetta e preziosa per ritrovarci, per riprendere in mano la nostra vita, senza più nasconderci dietro l’alibi della perfezione, per piacere a tutti i costi agli altri. Per comprendere cosa vogliamo davvero nel profondo, dobbiamo smetterla di giudicarci. La strada che porta alla felicità non può essere percorsa seguendo schemi ben definiti, piuttosto seguendo l’istinto, abbandonandoci a esso. E se questo ci porta a sbagliare poco importa, abbiamo sempre un’altra occasione per migliore ed evolvere.

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Meno male che esistono gli errori e che ci liberano dal buonismo