EMDR: cos’è, per cosa si usa e come funziona

Disturbi legati ad eventi traumatici e stressanti possono essere trattati con l’EMDR, un approccio terapeutico impiegato in psicoterapia. Con l’aiuto dell’esperta, scopri per cosa si usa e come funziona

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

Nel corso della vita può capitare di dover affrontare eventi più o meno traumatici. Può trattarsi della perdita di una persona cara, come anche l’aver subìto un incidente o anche aver vissuto un disastro ambientale.

Quando si verificano eventi di tale entità, che scuotono in modo importante noi stessi e la quotidianità, di solito reagiamo attraverso l’attivazione di un sistema che ci permette di elaborare quanto accaduto. Si tratta di un processo fisiologico insito nell’essere umano.

In alcuni casi però, questo non accade ed è qui che può essere di grande aiuto l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). Si tratta di un approccio terapeutico innovativo utilizzato in psicoterapia che fa utilizzo dei movimenti oculari – propri della fase REM del sonno – per riattivare la capacità di elaborazione dell’accaduto.

Una volta che si è verificato un evento di natura traumatica non è possibile cancellarlo, ma si può cambiare il modo in cui il ricordo di esso rimane in memoria. Ed è appunto questo l’obiettivo di questo trattamento.

Come indicato sul sito dell’Associazione per l’EMDR in Italia, questo approccio terapeutico viene utilizzato per trattare disturbi legati ad esperienze stressanti o anche traumatiche. Inoltre, questa metodologia è stata riconosciuta a livello mondiale e ha ricevuto un numero di conferme scientifiche più alto rispetto alle altre metodologie impiegate per il trattamento degli eventi traumatici.

Che cos’è quindi l’EMDR e come funziona? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Isabel Fernandez, Psicologa e Psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione per l’EMDR.

Che cos’è

«L’EMDR è un trattamento specialistico utilizzato con pazienti di ogni età – quindi bambini, adolescenti, adulti e anziani – che hanno vissuto un evento molto traumatico. In Italia viene impiegato da circa venti anni da tanti psicoterapeuti che lavorano in ambito privato e pubblico. Si tratta di un trattamento che, per quanto riguarda l’efficacia, ha numerose conferme scientifiche, infatti è raccomandato dalle Linee Guida Internazionali e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)», spiega la dottoressa.

L’efficacia dell’EMDR è stata rilevata nel trattamento di tutti i tipi di trauma. È stato inoltre approvato nel 2013 dall’OMS.

Per cosa si usa l’EMDR

«L’EMDR viene impiegato con persone che hanno vissuto ad esempio:

  • lutti;
  • violenze;
  • disastri ambientali come terremoti, il crollo di ponti;
  • situazioni di stress;
  • pandemie.

In Italia sono stati fatti circa 990 interventi con popolazioni che avevano vissuto eventi traumatici, suicidi nelle scuole, disastri collettivi (come gli ultimi quattro terremoti). È stato utilizzato molto anche durante la pandemia con il personale sanitario, con il personale delle RSA, e con persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2: molti di loro hanno infatti pensato in diversi momenti di essere in pericolo di vita o che non ce l’avrebbero fatta. Inoltre, è stato impiegato anche con i familiari deceduti per il nuovo Coronavirus», continua l’esperta.

Come funziona

«Per capire come funziona l’EMDR, bisogna premettere che tutti noi abbiamo un sistema di elaborazione tramite il quale elaboriamo gli eventi pesanti e dolorosi. La maggior parte delle volte, questo sistema funziona per cui non tutti abbiamo bisogno dell’EMDR o di andare dallo psicologo perché riusciamo ad elaborare ciò che ci succede. Ci sono però delle esperienze in cui questo non è possibile perché la gravità di quanto accaduto o il modo in cui è successo va a sovrastare il sistema di rielaborazione. L’EMDR viene quindi utilizzato per andare a riattivarlo, in modo che la persona sia in grado di rielaborare quanto accaduto», precisa la dottoressa Fernandez.

Come si svolge una seduta

«Nel corso di una seduta, per riattivare il sistema di rielaborazione, si va a prendere il ricordo dei momenti più traumatici. Segue poi un protocollo in cui si identificano le emozioni che il paziente prova ancora in quel momento e i momenti peggiori dell’esperienza traumatica. Man mano che il paziente si concentra su questo, vengono effettuate delle simulazioni tipiche della fase REM (una delle fasi del sonno), ovvero i movimenti oculari rapidi. Questo tipo di simulazione viene svolta per qualche secondo in modo che la persona possa elaborare il trauma. Man mano che si va avanti con questi movimenti oculari, il ricordo va a perdere la sua carica emotiva negativa e la persona inizia ad essere più serena rispetto al ricordo di quanto accaduto.

Ogni situazione poi, è diversa dall’altra per cui nel caso di un trauma provocato ad esempio da un terremoto, è chiaro su cosa andare a lavorare. Ma se abbiamo di fronte una persona che soffre di depressione o di attacchi di panico, dobbiamo prima capire quali sono stati gli eventi che hanno contribuito a questo disturbo».

Ci sono effetti collaterali?

«No, non ci sono effetti collaterali perché l’EMDR va a riattivare una capacità innata che funziona sempre e che in alcuni casi è solo bloccata», conclude l’esperta.

In generale quindi, l’EMDR è un trattamento terapeutico che, sfruttando il sistema di rielaborazione dei ricordi presente in tutti noi, permette di elaborare eventi traumatici di diverso tipo.

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