Divorzio, l’ex marito lo mantiene lei

La tendenza si sta invertendo. Addio alla figura della mantenuta, adesso sempre più spesso l'ex moglie passa gli alimenti a lui

Si è sposata, è rimasta con il marito per una sola settimana senza mai occuparsi della gestione familiare né concedendosi mai al neo-coniuge. Poi se n’è andata e ha chiesto gli alimenti. E’ successo qualche anno fa a Bologna, dove una fresca sposina non ha retto alla vita coniugale e se l’è data a gambe, ottenendo, a dispetto della brevità  e del mancato “consumo” del rapporto, un assegno di 250 euro mensili. Ad attribuirglielo in via definitiva (ma anche in misura inferiore a quanto richiesto) la Corte di Cassazione, che ha confermato la bontà di una sentenza della Corte d’appello del capoluogo emiliano, poiché lontano dal marito le signora in questione non riusciva a mantenere lo stesso tenore di vita goduto durante le (fulminee) nozze.

Il caso scatenò polemiche e discussioni tra matrimonialisti e gente comune. Gli ultimi dati però rivelano una netta crescita dei casi in cui è la donna a dover versare l’assegno di mantenimento all’ex compagno. La rivoluzione ha ancora piccoli numeri ma il trend è in crescita: secondo l’Associazione Matrimonialisti Italiani, rispetto al 2% del 2005, le sentenze favorevoli ai “mariti indigenti” sono salite al 3,5% sia nel 2007 sia nel 2008.

Sarà per l’ancora scarsa incidenza del fenomeno, per il fatto che casi simili coinvolgono donne manager o professioniste estremamente benestanti  o per maggior buonsenso femminile, ma, come ha raccontato l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace al Corriere, «le donne, quando ci sono i requisiti, non creano nessun ostacolo, sono leali: versano quel che c’è da versare. Sono rispettose dei diritti dell’ex marito e anche dell’opportunità di aiutarlo. Finora con le mie clienti non c’è mai stata nessuna discussione». Ecco allora la proprietaria di quattro alberghi in Costiera Amalfitana che passa all’ex diecimila euro al mese senza fiatare o l’imprenditrice che lascia una delle sue aziende al marito scaricato. Che in 4 casi su 10 è più giovane dell’ex moglie.

«In linea di principio – rivela sempre al quotidiano milanese Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’AMI -, valido sia per l’uomo sia per la donna, viene accordato l’assegno di mantenimento quando il reddito di uno dei due è quattro volte superiore a quello dell’altro, e sempre, invece, nel caso in cui quest’ultimo ne sia privo». E se fino a qualche anno fa gli uomini finivano per non azzardare richieste di alimenti per vergogna od orgoglio, ormai le remore sembrano essere sparite. Ma l’inversione delle parti ha portato un grande vantaggio: «Le donne lo fanno (pagare, ndr) con minor conflitto perché hanno una maggiore capacità di distacco — dice la psicoterapeuta Gianna Schelotto —. Gli uomini sono riluttanti per vendetta, non per avarizia. Il dolore, però, è uguale per tutti».

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