Sono diversa, imperfetta ma me stessa. E per questo felice

Non vivrò la mia vita per assecondare il volere e le aspettative degli altri. Troverò il coraggio per seguire sempre il mio cuore

Essere felici senza un partner o senza figli, scegliere di vivere viaggiando, lasciare un lavoro sicuro per inseguire le proprie passioni, andare ad abitare dall’altra parte del mondo. Se sono questi i crimini di cui siamo accusate va bene, arrestateci pure, ma non chiedeteci di cambiare, mai.

Qualcuno la chiama follia, noi affermiamo a gran voce che si tratta di coraggio, di essere noi stesse, di inseguire il cuore e andare contro corrente, anche se questo significa percorrere sentieri sconosciuti. E per fare questo bisogna accettarsi, accettare se stesse prima che lo facciano gli altri. Lo ammetto, da giovanissima ho provato a inseguire quella che credevo fosse la perfezione.

Ci ho provato rincorrendo l’eccessiva magrezza, ci ho provato cercando di rispecchiare quell’immagine distorta iperfemminile (per non dire altro) che ci servono i media. Anni dopo ho cambiato rotta drasticamente, ho cercato un modello di riferimento nella donna ideale che invece reclama la società, la donna che segue il suo percorso, ma poi è pronta a rinunciare a tutto per votarsi alla famiglia.

Ben presto ho capito che non era così che volevo essere. Lo abbiamo imparato sulla nostra pelle come la società contemporanea ha la tendenza a giudicare, o peggio a spaventarsi, quando si trova davanti a qualcosa di sconosciuto. E il fatto di scegliere di essere noi stesse, a qualunque costo, fa paura. Ho avuto paura anche io, ma ho capito che non sarei mai stata felice se non avessi percorso la mia strada, quella che avevo scelto io, e non quella che aveva tracciato qualcun altro per me.

Accade quando camminiamo a testa alta dopo l’ennesimo rifiuto, quando scegliamo di cambiare direzione nonostante qualcuno ci avesse indicato dove andare, quando iniziamo a correre veloci se cercano di metterci le catene. Perché noi siamo così: uniche, diverse e distinte, non omologate, né tanto meno omologabili. Un modo di essere che rispecchia la nostra anima, la natura più autentica; l’unica maniera che abbiamo per essere felici è questa. Ma non è sempre facile anzi, al contrario, guardando la società potremmo dire che si tratta di una vera e propria sfida personale.

Essere diverse oggi, richiede coraggio e anche un po’ di fatica. Del resto viviamo in tempi in cui le persone si aspettano determinate cose dall’universo femminile. Si aspettano di vederci belle e curate, istruite, abusano di quella  parola che detesto che è multitasking, solo per farci digerire il fatto che dobbiamo faticare di più degli uomini. Ci raccontano che dobbiamo lavorare, essere buone mamme e mogli comprensive, che possiamo occuparci della casa e della famiglia senza trascurare la carriera, il mantenimento della forma fisica, la cura dei genitori anziani, le amicizie. Ma è davvero questo quello che vogliamo? Davvero abbiamo il dovere assecondare tutte queste aspettative?

Essere diverse vuol dire avere il coraggio di inseguire ciò che vogliamo noi. Di abbandonare qualsiasi stereotipo e convinzione, di essere responsabili delle nostre azioni e delle decisioni. Vuol riscrivere noi regole, le nostre, che stabiliscono come e cosa vogliamo fare, perché abbiamo solo una vita ed è nostro diritto e dovere viverla più che possiamo.

Ho inseguito quella che credevo fosse la perfezione, la figura della donna ideale che volevano gli altri. Ma sapete cosa vi dico? Non era quello che volevo essere.

Immagine 123rf Tithi Luadthong

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Sono diversa, imperfetta ma me stessa. E per questo felice