Diventa un happy hunter. Impariamo a riconoscere la felicità e a conservarla.

Non esiste felicità grande o piccola, esiste solo la felicità.

Ciao Davide, credo di essere caduta nella trappola dell’insoddisfazione. Non riesco più a cogliere la felicità nelle cose che mi circondano. Non sono triste semplicemente non riesco più a trovare quella scossa elettrica dovuta alle cose belle, temo di averla persa. Simona

Vorrei rispondere a Simona partendo da un libro che mi hanno regalato tempo fa: “Momenti di trascurabile felicità” di Francesco Piccolo. Non era un romanzo ma un patch di episodi di vita vissuta che mi ha fatto moto riflettere.

Partiamo proprio dal titolo: Momenti di trascurabile felicità. Già solo queste quattro parole hanno acceso in me una lampadina. Ho sempre pensato che la felicità dovesse essere qualcosa di grande e invece ho scoperto che non è per forza così, che non va misurata. Forse la felicità è anche nelle piccole cose. La felicità con la ‘F’ maiuscola potrebbe anche essere un insieme di piccoli momenti felici. Ho capito che concentrarmi a ricercare una grande felicità mi distrae dalla possibilità di cogliere quei momenti quasi anonimi che in fondo portano anch’essi un po’ di felicità.

Da questa esperienza è nato un esercizio di coaching che ho chiamato“happy-diary”.  Questo esercizio lo pratico la sera, circa un’ora prima di andare a letto. Mi ritaglio un momento tutto mio, il più delle volte mentre lo faccio ascolto la mia musica preferita.

Prendete un quaderno bianco sul quale annotare ogni sera, scegliendo un colore a caso tra dieci, proprio d’istinto, tre momenti che nella giornata vi hanno reso felici, anche piccole felicità estemporanee, non per forza grandi felicità (ad esempio: ho mangiato un hamburger buonissimo, oppure: ho sentito al telefono un amico molto caro) Se qualche sera capita che non abbiate voglia di scrivere sul quaderno, se credete di non aver nessun motivo per essere felice, non scrivete niente, in quelle sere limitatevi a barrare l’intera pagina con una riga nera.

Dopo una settimana rileggete i vostri appunti per capire quali sono stati i vostri momenti di felicità.

Perché ho pensato questo esercizio?

Perché sono realmente convinto che spesso non siamo consapevoli del fatto che la felicità possa risiedere anche in piccole cose, in piccoli avvenimenti.  In questo modo, allenandovi con questo esercizio, siete quasi “costretti” a tenere il conto quotidiano dei piccoli momenti di felicità. E grazie a questo esercizio vi renderete conto che in fondo, nelle vostre giornate, ci sono tanti piccoli momenti di felicità. Si tratta di una felicità semplice, a portata di mano. Barrare le pagine del quaderno quando non si ha voglia di ricordare i momenti di felicità della giornata serve invece a capire quanti giorni avete perso a non accorgervi della felicità.  In questo modo terrete il conto dei giorni di felicità e dei giorni di felicità sprecata.

Perché se la felicità non impari a riconoscerla, va sprecata.

 

Davide Schioppa
Life&Love Coach

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