Sono arrabbiata, sì. E no, non sono mestruata

Anche noi abbiamo il diritto di arrabbiarci, esattamente come gli uomini. Anche se la nostra rabbia viene percepita in modo negativo mentre nell'uomo l'atteggiamento aggressivo è sdoganato

“Lunatiche”, “Nervose” e persino “Esaurite”, questi sono solo alcuni degli appellativi che ci cuciono addosso quando, stanche di tutto, alziamo la voce e ammettiamo di non farcela più. Perché la rabbia no, non è contemplata per noi donne, è più facile additarci come inadatte o addirittura folli. Ma se lo fa l’uomo tutto è diverso. Addirittura, per qualche ragione perversa e inspiegabile, la rabbia assume dei connotati di forza e coraggio: la collera e l’arroganza sono leciti e persino adatti in determinate situazioni, se si parla dell’universo maschile s’intende.

Perché la società, la storia e i luoghi comuni, vedono le protagoniste dell’universo femminile custodi di un’indole più calma, ma soprattutto remissiva. Se sono le donne a urlare per rivendicare i loro diritti, per proporsi o affermare le loro idee, vengono catalogate come non appropriate.

Del resto chi vuole sentirsi dare della gallina strozzata, dell’isterica o della mestruata? Per non parlare di quando utilizzano i nostro ormoni come capro espiatorio se, per un motivo o un altro, alziamo la voce. Cosa che ovviamente non accade con gli uomini, che al contrario, sono considerati dei veri leader, anche sexy e affascinanti, se fanno rivalere le loro idee con toni agitati.

E a confermare quanto tutto questo sia vero, e si applichi a numerose sfaccettature della nostra vita, ci pensa la scienza. Sono diversi gli studi condotti da psicologi che hanno evidenziato proprio queste differenze. Uno tra tutto, ci ha colpito particolarmente perché ha mostrato quanto i diversi atteggiamenti assunti tra uomini e donne, possano ribaltare totalmente le situazioni, anche in ambito lavorativo.

Lo studio in questione è stato condotto dalla dottoressa Jessica Salerno, professoressa dell’Università Statale dell’Arizona che, insieme a un team di esperti, ha indagato su come la rabbia influisce sulla percezione delle donne in ambito forense.

L’analisi si è basata sulla reazione di una giuria scelta a seguito di una simulazione di un caso di omicidio. Dopo aver assistito al discorso degli avvocati, identico ma con toni differenti, è risultato che le persone hanno apprezzato molto di più gli atteggiamenti “aggressivi” degli avvocati uomini rispetto a quelli assunti dalle donne.

Questo ha dimostrato quanto siano vive e reali le differenze di genere rispetto all’espressione della rabbia, non solo in un tribunale, ma in qualsiasi ambiente lavorativo o personale. E questo, forse, con il tempo lo abbiamo imparato anche noi, cercando proprio di trattenere questo sentimento per non risultare inappropriate. Eppure, esattamente come accade per la controparte maschile, anche noi abbiamo il diritto e il dovere di arrabbiarci se qualcosa non va.

Questo non vuol dire che dobbiamo sfociare in atteggiamenti aggressivi o distruttivi, sia per noi stesse che per gli altri. Anzi, imparare ad affrontare questo sentimento, e a riconoscerlo, ci permette di gestirlo. La rabbia è un sentimento primordiale che ci appartiene, esattamente come l’amore e la sofferenza, reprimerla o far finta di niente non cancellerà ciò che proviamo e al contrario ci farà esplodere in maniera incontrollata.

Donne, impariamo ad ascoltarci e a non avere paura di quello che proviamo. Ma soprattutto, diamoci il permesso di arrabbiarci.

Fate della vostra rabbia un ponte, per passar oltre alla vostra impotenza. Ma fate attenzione: che al di là del ponte non vi siano solo fiamme, macerie e cenere. E quando la rabbia scompare, quando siete liberi anche dal risentimento, allora si faccia festa, perché la vita vi chiama alla gioia e alla leggerezza.

(Friedrich Das Gupta)

 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Sono arrabbiata, sì. E no, non sono mestruata