È più facile trovare un peyote nel tuo giardino che l’uomo dei sogni

La verità è che da bambine non avrebbero dovuto raccontarci la favola del principe azzurro

Uno è un cactus, conosciuto in tutto il mondo per la dose di mescalina contenuta al suo interno, una droga utilizzata sin dai tempi antichi come allucinogeno naturale. L’altro è l’uomo ideale, quello che da piccole abbiamo identificato nel principe azzurro che, puntualmente, arrivava in soccorso della sua bella per il solito finale da vissero per sempre felici e contenti. E indovinate cosa è più facile trovare al giorno d’oggi? Un peyote, ovviamente.

Perché l’altro, l’uomo ideale, farebbe meglio a restare sempre confinato nel mondo dei sogni, quello in cui entriamo solo quando ci lasciamo andare tra le braccia di Morfeo. Dovrebbe andare via, ogni giorno, al suono della sveglia, per poi tornare esclusivamente nella nostra immaginazione e restare lì.

E invece noi no, testarde e cocciute come solo noi donne sappiamo esserlo, lo abbiamo fatto entrare nella vita reale, peggio ce lo siamo andate a cercare, lasciandoci imbambolare da una chioma folta e lucente e da un sorriso hollywoodiano, perché in fondo anche noi volevamo la nostra favola d’amore.

E inizialmente è andata anche bene, ci sembrava di vivere in un sogno finché il risveglio è stato più brusco che mai: dai calzini sparsi per la casa al disordine, dai piatti mai lavati fino a quell’egoismo, tipico più delle sorellastre di Cenerentola che del principe azzurro.

E poi le bugie, i tradimenti e il disincanto. Come aveva fatto quell’uomo ideale a diventare, in così poco tempo, tutto ciò che odiamo e disprezziamo? Più che principi, questi uomini, sembrano dei cialtroni, che hanno tanto in comune col giullare di corte e poco con quella figura che appare in mezzo al bosco sul cavallo.

La volete sapere la verità? È che questa storia del principe azzurro ha rovinato la vita delle donne più di quanto abbiano fatto le grandi catastrofi del mondo. Perché in fondo, se non fossimo cresciute con quel seguito del favolistico “e vissero felici e contenti”, sarebbe stato più facile. Noi, non ci saremmo aspettate nulla e chissà se questo avrebbe portato qualcosa di buono.

Altro che favole, da bambine avrebbero dovuto raccontarci storie reali, capaci di raccontarci che il mondo è pieno di uomini inaffidabili, vanesi ed egoisti. E che l’amore vuol dire fatica e compromessi. D’accordo, non facciamo di tutta un’erba un fascio, salviamo il salvabile perché in fondo qualcuno che sia buono e onesto al mondo c’è ancora. Ma chissà perché queste persone, i migliori li chiamano, sono sempre già impegnati con qualcun’altra.

Ma mal che vada ragazze, ci resta sempre il peyote.

Vado a cercarne uno in giardino.

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