Ho desiderato la vendetta. E da questa sono stata consumata

E più cercavo di difendermi dalla sofferenza subita con quel desiderio di rivalsa, più rinunciavo alla mia vita, consumandomi di rabbia e dolore

Ho provato rabbia, rancore e frustrazione. L’ho provata nei confronti di un uomo che, a differenza di ciò che si può pensare o immaginare, non ha frantumato il mio cuore, ma ha distrutto il mio ego. E ho desiderato per giorni e per settimane, che poi si sono trasformate in mesi, che per tutto quel dolore avrebbe pagato. Così ho giurato vendetta.

Quel regolamento dei conti che solitamente vediamo al cinema è diventato la mia ossessione. Certo, nel mio caso non si trattava certo di omicidi e tradimenti reali come quelli raccontati nelle pellicole. Ma il dolore, quello sì che era reale. Ed era grande e immenso, amplificato ancora di più dalla giovinezza e dall’immaturità dei miei anni.

Così mi sono ritrovata a combattere quell’uomo e le sue prepotenze, le prese di posizione contro di me, quel carisma che inevitabilmente coinvolgeva gli altri e buttava fuori me. La pecora nera del gregge. Io che quel gregge lo avevo fondato insieme a lui attraverso un patto di amicizia che, evidentemente, era troppo debole.

Forse oggi si parlerebbe di bullismo o di violenza psicologica, ma a quei tempi non potevo sapere di cosa si trattasse. So solo che quel suo comportamento mi feriva come nient’altro al mondo aveva mai fatto. Le notti trascorse a piangere e a chiedermi perché, l’ira e la rabbia di chi non è compreso, di chi non è ascoltato.

E poi ecco il momento in cui una spaventosa lucidità ha preso il sopravvento. Per quella persona lì, io, non avrei pianto mai più. Certo che non potevo sapere che quel sentimento al quale mi stavo abbandonando era assai più pericoloso della sofferenza.

Così ho meditato la mia vendetta che ogni giorno assumeva forme e colori sempre diverse. Dei veri e proprio piani da mettere appunto per trasformare le sue risate in lacrime, le stesse che per troppo tempo avevo versato io. Ho desiderato il suo fallimento su ogni piano, scolastico, amicale ma soprattutto sentimentale. Ho sognato che tutte le persone che aveva al suo fianco gli voltassero le spalle, come lui aveva fatto con me senza un motivo.

Perché non era solo la sua assenza a farmi male, ma anche la presenza nella sua vita delle persone alle quali volevo bene. Perché vederle lì, con lui, mi feriva, mi faceva sentire tradita. E mentre incolpavo lui di avermi allontanata da tutto e da tutti, in realtà ero io che mi facevo terra bruciata dentro e fuori di me.

Perché vedete, il desiderio di vendetta, la volontà di restituire all’altro il danno fatto, per compensare di quello che è stato fatto a noi, è un sentimento che si manifesta in tutta la sua pericolosa irrazionalità. Io cercavo di difendermi dalla sofferenza subita quando avrei dovuto solo accettarla e andare avanti. E alla fine di tutta questa storia, l’unica a essersi fatta male per davvero sono stata io.

Il tempo è passato è quella persona è sparita gradualmente dalla mia vita e dai miei pensieri. C’è stato un momento in cui è tornata, totalmente inconsapevole del male che mi aveva fatto, e lì ho capito che avrei soltanto dovuto accettare il suo essere e allontanarmi io per prima. Come ho fatto poi.

Ho capito che nella vita avrei incontrato altre persone, uomini e donne, che anche senza un’apparente motivo mi avrebbero ferita in un modo o nell’altro. Ma è proprio attraverso quei modi che avrei potuto imparare tanto e così ho fatto. Perdonando e allontanando per sempre quel desiderio di vendetta che per troppo tempo mi ha consumata.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Ho desiderato la vendetta. E da questa sono stata consumata