Dal vanaglorioso al riciclato. Identikit del politico trombato

Poveri politici: anche loro hanno un’anima. E una psiche: tanto che lo specialista Tonino Cantelmi, professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa di Roma, si preoccupa dei possibili problemi psicologici a cui rischiano di andare incontro una volta "trombati", ovvero non eletti nella nuova legislatura.
L’unica magra consolazione sarà per alcuni quella di una lauta buonuscita in quanto ex parlamentari non più eletti, come nel caso di Fini, o di una laurea autentica, come quella della bugia conferita a Oscar Giannino, che a un titolo di studio teneva tanto al punto da millantarne due o tre. Riconoscimenti più o meno economici a parte, per i politici trombati tuttavia sono in agguato problemi che se ignorati possono aggravarsi: quelli della psiche.

Stando alla ricerca, sono quattro i tipi psicologici in cui i politici trombati possono essere identificati; ognuna delle tipologie potrà incorrere in problemi diversi, che se non ben curati potranno trasformarsi in depressione, rabbia e sete di vendetta, fino ad arrivare alla vergogna patologica. Parlando con Adnkronos Salute Cantelmi divide i malcapitati politici in: vanagloriosi, traditi, snob e riciclati.

1) Il vanaglorioso
"Un personaggio che si immaginava più valido, potente o abile di quello che è". Pensava di essere indispensabile al partito e ha raccontato a tutti, amici e parenti, che sarebbe stato capolista, con l’elezione in tasca. Una volta scoperto di essere finito in fondo, dietro a tutti gli altri, dovrà, ahimé, fare i conti con la realtà. "E non è da escludere che l’esperienza lo porti a cadere in depressione", mette in guardia Cantelmi .

2) Il tradito
Da tempo aveva tramato più o meno nell’ombra con i leader di partito per assicurarsi un buon seggio. Peccato che all’ultimo sia stato superato in volata da un collega più scaltro o con conoscenze più influenti. "Aveva fatto accordi e patti di ferro – spiega Cantelmi – intessuto alleanze e creato una rete di rapporti e favori che gli avevano fatto credere di essere blindato". E invece, ecco la delusione. Il poveretto rischia di incorrere in gravi ripercussioni psicologiche: "In questi casi l’esclusione può scatenare prima una forte rabbia, portando a immaginare ritorsioni e vendette per una decisione subita e vissuta come un’ingiustizia, insieme alla depressione per non avercela fatta", spiega lo psicologo.

3) Lo snob
Il più realista di tutti: una volta capito di correre rischio concreto di essere escluso dalle liste del Porcellum, ha opposto sdegnosamente il gran rifiuto e fa, volontariamente anche se suo malgrado, ha fatto un passo indietro. "Lo snob voleva essere in lista o aveva avuto delle richieste in questo senso. Ma poi, subodorata la mala parata, ha fatto il bel gesto. Rinunciando o sfilandosi dalla contesa prima di incassare la bocciatura pubblica". Lo psicologo non individua in questo caso, per fortuna, rischi di particolari patologie.

4) Il riciclato
Escluso da una lista, si improvvisa -o si conferma- abile equilibrista e si trasferisce in quella di un altro partito. Con buona pace della coerenza e con il rischio di farsi eleggere. "Almeno per ora è riuscito a evitare di ritrovarsi fra i trombati – spiega lo psichiatra – a costo di qualche acrobazia politica e attente trattative". In Parlamento poi, non mancano certo i casi di cambiamenti di casacca da un partito all’altro, voltafaccia su cui a volte si affaccia addirittura l’ombra della corruzione. Quanto alle psicosi in agguato, qualcuno potrebbe parlare di sdoppiamento di personalità: lo psicologo invece non si avventura in diagnosi di alcun tipo.

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