Dal Sogno all’Obiettivo

5 Passi che ci consentono di trasformare i nostri desideri in obiettivi concreti

Dott. Massimo Vidmar

Dott. Massimo Vidmar Psicologo, Psicoterapeuta

Questo articolo è rivolto a tutte le persone che hanno un sogno nel cassetto, una aspirazione, un desiderio che per grande parte della vita hanno tenuto in sospeso, senza mai realizzarlo.

Sia che il sogno riguardi l’ambito lavorativo (cambiare professione, avviare una attività), o scelte di vita piccole o grandi (trasferirsi in un altra città, coltivare una passione, fare un viaggio importante, etc.), quando tutto questo rimane al livello della fantasia, ha delle conseguenze negative sulla nostra autostima, perché è vissuto come un insuccesso e rimanere un rimpianto della nostra vita.

E’ come se restasse accesa (in qualche meandro del nostro cervello) una piccola spia che periodicamente si riattiva, ritorna alla memoria per ricordarci che c’è in noi qualcosa di incompiuto.
Quando accade, ci diciamo: “lo farò più avanti, quando avrò il tempo, le risorse, i soldi, la voglia….”, etc. – il numero di scuse che la nostra mente ci propone, possono essere infinite.

Non voglio rompere la poesia, ma nel mio lavoro di psicologo mi capita spesso di vedere persone rintanarsi in un sogno e lamentarsi di non poterlo realizzare.
E’ bello fantasticare, sognare appunto, ma così il sogno rimane solo un modo per fuggire da una realtà che non ci piace.

E’ il caso allora di muoversi da un piano di fantasia (di pensieri fumosi), a quello della realtà e dell’azione, perché, nella maggior parte dei casi, realizzare un sogno è una cosa possibile se si dà ad esso struttura e concretezza, ponendosi in una visione strategica.
Altre volte, alla luce di una attenta riflessione, ci si rende conto che realizzare quel sogno non era così importante, accantonarlo è comunque un successo: ci permette di fare spazio ad una aspirazione più realistica e soddisfacente.

Vi propongo quindi 5 Step per esplorare Motivazione e Fattibilità rispetto ad un progetto di vita che tenete in sospeso:

Primo passoimmaginare: parti dal sogno, immaginalo in tutti i suoi particolari, le sue sfumature e soprattutto immagina di vederlo già realizzato: riesci a vederlo? come ti fa sentire averlo realizzato? quali sono le emozioni che ti suscita aver raggiunto l’obiettivo?  ti entusiasma? è qualcosa di eccitante? ti soddisfa?

Secondo passoè un mio sogno?: se il primo step non ti ha soddisfatto è il caso di chiederti se veramente è un tuo desiderio, o magari inconsapevolemente vuoi compiacere le persone con cui sei in stretta relazione (genitori, coniuge, amici, etc.) e soddisfare le loro aspirazioni e aspettative.
E’ fondamentale fare chiarezza su quali sono i nostri bisogni rispetto a quelli degli altri.

Questo step forse ti farà comprendere che puoi abbandonare questa idea per dedicarti a progetti più stimolanti e appaganti che, soprattutto, ti appartengono veramente.

Terzo passodefinire l’obiettivo: è necessario mettere dei confini reali alla propria idea. Il primo paletto è sicuramente il tempo – su questo aspetto è celebre la frase di Walt disney: “la differenza tra un sogno e un obiettivo è semplicemente una data”. E’ quindi fondamentale darsi una scadenza certa.
Ci sono poi altri importanti elementi che danno concretezza ad una idea. Il Goal Setting (programma per pianificare gli obiettivi) stabilisce che un obiettivo per essere efficace deve rispondere a 5 caratteristiche, deve essere SMART:
Specifico: quando, per esempio, faccio un ordine a un cameriere non chiederò genericamente qualcosa da bere, ma chiederò la bevanda che realmente desidero.
Misurabile:  voglio dimagrire non è un obiettivo – se invece stabilisco che voglio perdere 5 chili, ho un riferimento numerico che mi consente di verificare i miei progressi.
Attraente – l’obiettivo dovrà suscitare in me entusiasmo, eccitazione, una forte spinta al suo raggiungimento; se invece c’è solo fatica e sforzo, probabilmente dovrò modificare qualcosa.
Realistico – le mete che ci prefissiamo devono essere possibili, alla nostra portata: “regola l’asta alla giusta altezza, prima di tentare il salto”.
Temporizzato (scandito nel tempo) – oltre alla scadenza finale è necessario fissare delle tappe intermedie.

Quarto passo – Paure: quando si arriva a definire con chiarezza un obiettivo possono emergere dubbi e paure. E’ il momento di affrontarle. Un sistema molto efficace è quello di scrivere ciò che ci spaventa. E’ il primo passo per affrontarle, anziché nascondercele. Successivamente chiediti cosa potrebbe accadere affrontandole e rispondi per iscritto. Tra tutte le risposte (i possibili scenari) ci saranno delle opzioni positive, che ti aiuteranno ad affrontare e risolvere.

Quinto passo Tenacia: nessun obiettivo è mai facile da raggiungere. I nostri progetti sono semi che mettiamo nel terreno e per fiorire hanno bisogno di essere continuamente nutriti. Una volta fatta chiarezza sui punti precedenti, non rimane che mettere tutta l’energia nel progetto e perseverare.

Ho cercato, in uno spazio così limitato, di affrontare una tematica molto ampia e complessa. Non sempre è facile affrontare questo percorso in autonomia, infatti per sviluppare ognuno dei passaggi che ho descritto sono state create tecniche e esercizi “ad hoc”.
Tuttavia, anche se il percorso può risultare difficile, è sempre sbagliato lasciare un proprio sogno intentato, perchè non permette al nostro Potenziale di esprimersi, e soffoca la nostra Forza e Vitalità.

Dal Sogno all’Obiettivo

Dott. Massimo Vidmar Psicologo, Psicoterapeuta Esperto nella Valutazione e Gestione dello Stress e in Tecniche di Rilassamento. Si occupa inoltre di Demenze Senili, Coaching, Psicologia dello Sport. Conduce Training Motivazionali per lo Sviluppo dell' Assertività e del proprio Potenziale.

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