Crisi di coppia? Perché non provare con la terapia di coppia

Terapia di coppia: quando serve e come si svolge

Andrea Carubia Psicologo-sessuologo

Quando una coppia vive da un po’ di tempo una condizione di crisi profonda, uno dei primi appigli per tentare di risolverla dovrebbe essere la terapia di coppia.

Spesso invece arrivata i all’ultima spiaggia la coppia pensa: “se non funziona con la terapia, allora basta”. Quante volte hai sentito dirlo o magari sei stata la prima a pensarlo?

In realtà, il percorso di terapia di coppia non è una cosa così leggera e, quando si è disposti a intraprenderlo, bisogna soprattutto essere disposti a scandagliarsi come un periglioso fondale.

Terapia di coppia: cos’è?

La terapia di coppia è un percorso che mira a risolvere i conflitti e i problemi che si sono creati all’interno di una coppia che non è più in grado di risolvere contando solo sulle sue risorse.

Si decide di affidarsi ad un terapeuta di coppia proprio perché non si hanno più le forze e le risorse mentali per potersi capire e per poter analizzare questo microcosmo relazionale che vive di pulsioni, tensioni, sentimenti, emozioni ma anche molteplici aspetti pratici che spesso entrano in conflitto con la sfera emotiva.

La psicoterapia di coppia è un supporto neutrale che funge un po’ da occhio lucido e sveglio in uno stato di torpore e confusione.

Sostanzialmente serve a fornire alla coppia nuove chiavi di lettura dei problemi, aiuta a dare risposte a domande che sembravano misteriosi arcani e supporta i partners in un percorso che porterà a decidere il futuro della coppia.

La terapia di coppia non è un tribunale, né un confessionale: il terapeuta non critica o giudica e non stabilisce chi è il buono e chi il cattivo.

Terapia di coppia: come funziona?

Se a questo punto ti stai chiedendo come funziona una terapia di coppia, diciamo subito che l’approccio alla terapia dipende molto dal professionista a cui ci si affida.

Dipende dalla sensibilità e dalla professionalità, dalla sua capacità di lettura e dal suo mantenersi neutrale e distante da posizioni spesso discordanti.

Come in tutte le terapie però esiste una codificazione del percorso che rende lo stesso abbastanza standardizzabile.

La coppia che si reca dal terapeuta, dovrà innanzitutto rispondere a delle domande relative alla storia in quanto coppia e alla storia in quanto singoli soggetti.

Questo aiuterà il professionista a stilare una sorta di anamnesi quanto più completa possibile.

Una volta ottenuto un quadro generale della coppia e dei due partner, il terapeuta sottoporrà delle domande che generalmente aprono le dighe di un fiume in piena fatto di irrisolti, problemi, bugie mai perdonate, panni non stirati, amicizie non gradite, intimità frustrante, gravidanze andate male, fallimenti personali ed emozioni represse.

A questo punto il terapeuta lascerà che la coppia possa tirar fuori tutto e solo dopo si esprimerà su ciò che ha raccolto proponendo un percorso da seguire, che la coppia potrà o meno decidere di percorrere.

Se la coppia accetterà di proseguire la terapia, sarà sottoposta anche a piccoli “esercizi” e compiti da svolgere settimanalmente che aiuteranno i due partner a risolvere i disagi psicologici portati in terapia.

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