Coronavirus: come superare la crisi di coppia dopo il “coprifuoco”?

Dopo il Coronavirus la Terapia di Coppia?

Andrea Carubia Psicologo-sessuologo

A pochi giorni dalla fine del lockdown invitabilmente dobbiamo fare i conti con gli effetti di una clausura forzata che è durata diversi mesi ed ha messo tutti, coppie comprese, a dura prova.

Il Coronavirus ha modificato le nostre abitudini quotidiane, limitato la nostra libertà di movimento e costretto molti di noi a vivere una realtà di coppia praticamente simbiotica.

Molte coppie, anche quelle più solide, sono state messe a dura prova dal virus, che ha favorito l’emersione di criticità prima sommerse.

Difficoltà di comunicazione, dubbi, conflitti, mancanza di attenzioni, di interessi comuni, scarso o eccessivo desiderio sessuale che, dovendo vivere 24 su 24 insieme, non è possibile nascondere, come la polvere, sotto il tappeto.

Ad oggi molte coppie mi chiamano per fissare una consulenza poiché i disagi psicologici, affettivi e relazionali rischiano in molti casi di portare la coppia ad una rottura.

Quando una coppia vive una condizione di crisi profonda, uno dei primi appigli per tentare di risolverla è infatti quello della terapia di coppia.

E’ un po’ come giocarsi il jolly: “se non funziona con la terapia, allora basta”. Quante volte hai sentito dirlo o magari sei stata la prima a pensarlo?

In realtà, il percorso di terapia di coppia non è una cosa così leggera e, quando si decide di intraprenderlo, bisogna soprattutto essere disposti ad una profonda indagine verso sé stessi.

La terapia di coppia è un percorso che mira a risolvere i conflitti e i problemi che si sono creati all’interno di una coppia che non è più in grado di risolverli contando solo sulle proprie risorse.

Si decide di affidarsi a un terapeuta proprio perché non si hanno più le forze e le risorse mentali per potersi capire e per poter analizzare quel microcosmo relazionale che è la coppia, che vive di pulsioni, tensioni, sentimenti, emozioni ma anche molteplici aspetti pratici che spesso entrano in conflitto con la sfera emotiva.

La terapia di coppia è un supporto psicologico che funge un po’ da occhio lucido e sveglio in uno stato di torpore e confusione.

Sostanzialmente serve a fornire alla coppia nuove chiavi di lettura delle difficoltà, aiuta a dare risposte a domande che sembravano misteriosi arcani e supporta i partner in un percorso che porterà a decidere il futuro della coppia.

Se a questo punto ti stai chiedendo come funziona una terapia di coppia, diciamo subito che l’approccio alla terapia dipende molto dal professionista a cui ci si affida.

Dipende dalla sensibilità e dalla professionalità, dalla sua capacità di lettura e dal suo mantenersi neutrale e distante da posizioni scomode.

Come in tutte le terapie però esiste una codificazione del percorso che rende lo stesso abbastanza standardizzabile.

La coppia che si reca dal terapeuta, dovrà innanzitutto rispondere a delle domande relative alla storia in quanto coppia e alla storia in quanto singoli soggetti.

Questo aiuterà il professionista a stilare una sorta di “cronostoria della coppia” quanto più completa possibile.

Una volta ottenuto un quadro generale, il terapeuta sottoporrà delle domande che generalmente aprono le dighe di un fiume in piena fatto di irrisolti, problemi, bugie mai perdonate, panni non stirati, amicizie non gradite, intimità frustrante, gravidanze andate male, fallimenti personali ed emozioni represse.

A questo punto la terapia di coppia prevede l’ascolto senza intromissioni, in modo tale da lasciare che la coppia possa tirar fuori tutto il sommerso.

Infine il terapeuta si esprimerà su ciò che ha raccolto proponendo un possibile percorso (che la coppia potrà o meno accettare di percorrere), allo scopo di favorire e/o migliorare le disfunzionalità presenti all’interno della relazione.

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