Convivenza: stasera a casa dei… suoceri

Lo sappiamo benissimo: non sono ufficialmente i vostri suoceri, né sono vostri parenti. In effetti sono solo gli adorati genitori del vostro compagno o della vostra "principessa".
La parola "suoceri", peraltro, a pensarci bene è davvero fastidiosa in generale: vade retro! Eppure, cari conviventi, prima o poi dovrete affrontare "l’altra" famiglia.
Inutile fondare un comitato anti-genitori di lei/lui, fingere la febbre o la riunione dell’ultima ora con il direttore, tanto non ci crede nessuno dopo 365 giorni di scuse: stasera "loro" vi hanno invitati a cena. È giunta l’ora: come comportarsi?

Vi rimandiamo alle regole del galateo. Buongiorno, buonasera, grazie, prego. Buone maniere a tavola, etc.
Bandire la confidenza. Non dimenticate (ma dobbiamo dirvelo?) di usare solo tra di voi certi nomignoli in uso in ogni coppia (da "Psycho" a "la Pazza", ecc).
L’importante è non innervosirsi. Non si ottiene niente dichiarando guerra. Fate uso di grandi dosi di pazienza e, soprattutto, di un grande senso dell’umorismo. Si ostina nel dire che come fa lei le polpette non le fa nessun altro? Vietato controbattere. Se ne cucina a tonnellate per il suo bambino, le prendete, le congelate e le tirate fuori per quelle sere in cui l’ultima cosa che vorreste fare è preparare la cena al vostro adorato mammone

L’arma più efficace è la diplomazia. Qualcuno diceva che "un diplomatico è uno che riflette due volte prima di non dire niente".
Care ragazze, sua madre non troverà mai difetti nel suo bambino. Rilassatevi. Gustatevi la cena.

Tratto da Felici e conviventi di Morellini Editore

Convivenza: stasera a casa dei… suoceri