Con queste tre domande il tuo partner capirà la tua ansia

La dottoressa McBain, specializzata in terapia familiare e psicologia femminile, ha individuato il modo per permettere a chi ci ama di capire meglio il nostro stato

L’ansia può rappresentare un odioso compagno di vita che ci portiamo al nostro fianco. E avere un partner che ci aiuti ad affrontarla e superarla può essere un motivo di grande forza. Tuttavia non è scontato che la persona che ci ama individui i problemi che ci affliggono, ma può essere aiutata a farlo.

Ci sono tre domande che possiamo porre al nostro partner, che aiuteranno lui a capire la nostra ansia e noi a stare meglio. La prima è sicuramente “Conosci la differenza tra stress e ansia?”. “Nel linguaggio comune il termine ansia viene usato come sinonimo di stress o preoccupazione, ma una vera diagnosi di ansia va molto più in profondità e non va presa alla leggera”, ha osservato la dottoressa Heidi McBain, intervistata da Bustle.com. Un concetto che chi ci ama deve assimilare, per non prendere sotto gamba il nostro stato d’ansia e non confonderlo con uno stato di generale preoccupazione più intenso della media. Il secondo ci può infatti anche aiutare a evitare situazioni malsane e ci dà la spinta per raggiungere i nostri obiettivi, l’ansia è una patologia che ci blocca nella nostra realizzazione e quotidiana ricerca della felicità. Per rendere più chiaro il concetto può aiutare un esempio: lo stress quotidiano è legato a un singolo problema, quando lo risolviamo saremo probabilmente pervasi da un’immensa sensazione di sollievo. Con l’ansia invece non succede, dato che quest’ultima è un disturbo medico di natura psichiatrica.

L’ansia comunque non è uno stato irreversibile: può essere curata con l’aiuto di un preparato terapeuta ed eventualmente con l’ausilio di farmaci regolarmente prescritti dal medico. Ed è un disturbo piuttosto comune, anzi la condizione mentale più diffusa negli Stati Uniti (fonte la Anxiety & Depression Association of America). Ma solo un terzo delle persone che soffrono di ansia necessitano di un trattamento medico o addirittura clinico. Di conseguenza chiedere al nostro uomo “Quanto ne sai sull’ansia?” può aiutarlo a riconoscere la nostra condizione e soprattutto a capire come muoversi per starci vicino nel modo giusto.

Partendo da questa domanda scaturisce la terza, ugualmente importante: “Che cosa hai notato nella mia vita legato all’ansia?”. “L’ansia quando non curata può diventare un fattore molto pervasivo della vita delle persone”, ha osservato la dottoressa McBain, che dopo la laurea in psicologia alla Northwestern University (Illinois) da quasi vent’anni esercita la professione di terapista familiare e consulente professionale specializzata nell’universo femminile. “L’ansia può debilitarci e cambiare il nostro carattere e comportamento, fino addirittura a non farci più uscire di casa in situazioni di particolare gravità. Il nostro partner avrà probabilmente notato qualche segnale del nostro problema, ma potrebbe non averlo collegato a uno stato d’ansia. Bene invece che abbia un quadro preciso della situazione, per non cadere in preoccupazioni inutili e anzi essere una possibile leva che ci aiuti a rialzarci nel migliore dei modi possibili“.

Perché se soffriamo di ansia, chi ci ama ci aiuterà. E dobbiamo avere ben presente che possiamo tramutarlo in una fonte di forza e non di ulteriori problemi con noi stesse.

Con queste tre domande il tuo partner capirà la tua ansia