Che cosa significa essere claustrofobico

Convivere quotidianamente con la claustrofobia e sconfiggerla con le tecniche giuste, dai massaggi alla psicoterapia cognitivo-comportamentale, per tornare a vivere al meglio

La claustrofobia, ossia la fobia di ambienti chiusi, stretti e angusti è molto più diffusa di quanto si pensi in realtà.
Spesso, chi ne soffre non ha molto piacere a parlarne e rifiuta di cercare attivamente aiuto. Il Claustrofobico, quando si trova negli spazi chiusi, soffre di forti attacchi di ansia, che spesso ne condizionano la vita quotidiana: Un classico esempio è l’evitare di usare l’ascensore o le “soffocanti” cabine dei bagni di alcuni locali. è una sorta di peso che ci si porta sempre dietro, un nemico che sta nell’ombra, pronto a tornare all’attacco appena se ne presenti l’occasione.
Uscirne non è di sicuro una cosa facile o immediata, ma è del tutto possibile. La meditazione e varie tecniche di rilassamento, come per esempio i massaggi o l’aromaterapia possono diminuire di molto gli spiacevoli effetti degli attacchi di panico causati da ambienti chiusi, abbassando i livelli di stress che ne derivano, mentre un percorso di psicoterapia cognitiva può insegnare al meglio comportarsi di fronte a questa paura

Il primo passo per sconfiggere questo nemico è infatti conoscerlo. Un claustrofobico può aver avuto eventi traumatici passati che ha rimosso, e che hanno scatenato la fobia stessa, oppure questa è una conseguenza di una più generale condizione di ansia . L’errore che molti fanno è quello di sottovalutare la questione e di conviverci passivamente, rassegnandosi al fatto che ormai fa parte di loro.
La mente umana è estremamente malleabile, e con le giuste conoscenze, anche questi disturbi possono venir sconfitti. parlarne con persone che si sono già trovate in situazioni simili, magari tramite la terapia di gruppo, è una delle migliori soluzioni: non solo si possono ottenere utili consigli su come affrontare la situazione, ma ci si renderà anche conto di non essere soli.

La terapia cognitivo-comportamentale è probabilmente la situazione più adatta per eliminare definitivamente il problema: affiancati da un esperto in materia, si riusciranno a capire i meccanismi della fobia, come questa pervade la nostra vita e ovviamente cosa fare per liberarsene.
Nei casi più gravi, si possono prescrivere dei blandi tranquillanti per ridurre la gravità delle crisi. Il percorso può essere più o meno lungo a seconda di come risponde la singola persona alle sedute, le quali ovviamente si concluderanno quando si sarà in grado di riprendere un’esistenza serena, senza limitazioni causate dagli spazi angusti.

Ansia e Claustrofobia

Che cosa significa essere claustrofobico