Le battaglie che gli altri stanno combattendo e che non conosciamo

Siamo così presi dalla frenesia della quotidianità che rinunciamo alla possibilità di scoprire quante storie straordinarie stiamo lasciando dietro di noi

C’è una frase, che dovremmo ripetere sempre a noi stessi tutte le volte che commetto il più banale degli errori, quello di giudicare qualcuno che non conosco, per i suoi modi di fare o di vivere. Perché è facile farlo, anche quando ci ripromettiamo di essere meno superficiale di così. Difficile è, invece, andare oltre ciò che conosciamo.

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre”

È questa la citazione da ripetere come un mantra. Una frase, attribuita a Ian Maclaren, che da sola è in grado di trasformarsi in un monito e in un insegnamento di vita da non dimenticare mai.

Ciò che conosciamo e oltre

È una società frenetica e veloce, quella in cui viviamo, e che ci spinge a stare al passo con i continui cambiamenti. Nessuno può permettersi più di perdere tempo, nessuno ha più voglia di farlo perché c’è solo una cosa che conta: arrivare primi.

Così nessuno è più disposto a fermarsi in mezzo alla folla e ad ascoltare gli altri, dedicargli tempo e attenzioni. Al contrario, invece, ci soffermiamo sulle prime impressioni perché quelle bastano a inquadrare chi abbiamo di fronte. E se ciò vediamo è diverso da tutto ciò che conosciamo e che siamo, allora tanto basta a non approfondire e a ricominciare la nostra corsa. Ed è facile dimenticarsi di chi abbiamo incontrato, lasciato o ignorato dietro di noi quando l’obiettivo è solo quello di correre, per arrivare tra i primi.

Ma così facendo abbiamo perso più volte l’opportunità di scoprire quante storie straordinarie stavamo lasciamo dietro di noi, quelle che appartengono alle persone che non conosciamo, e che non abbiamo voluto conoscere.

Persone che magari abbiamo guardato con occhio critico e che abbiamo giudicato, solo perché non abbiamo capito i loro comportamenti, che ci sembravano opinabili, discutibili, goffi e imperfetti. A volte persino patetici. E dato che ci hanno insegnato che per vincere, dobbiamo circondarci di vincitori, abbiamo preferito trascurare queste persone commettendo un grosso errore.

Gli universi dentro e fuori di noi

Quello che a volte dimentichiamo è che dentro ognuno di noi c’è un universo straordinario e variegato, che non sempre riesce a emergere in superficie. Non sempre ciò che siamo e che sentiamo corrisponde all’aspetto fisico, ai gesti e agli atteggiamenti. Basta pensare a tutte le volte che, nonostante le ferite che sanguinano dentro, ci sforziamo di sorridere.

E questo ci insegna che, ancora una volta, soffermarci solo sulle apparenze è sbagliato, così come lo è scappare da ciò che non conosciamo perché è diverso da noi.

Se tutti ci sforzassimo un po’ di più per andare oltre il visibile quello che viviamo sarebbe davvero un mondo migliore. Le nostre relazioni sarebbero migliori, sicuramente più profonde e autentiche.

Potremmo farlo con una parola o un gesto gentile, perché quelli bastano a portare un raggio di sole anche nella giornata più tempestosa. Così come può farlo un sorriso, che può rallegrare la battaglia che qualcuno sta combattendo. Basterebbe annullare gli impegni, o posticiparli, e smettere di correre anche solo per 5 minuti, perché quelli bastano per iniziare ad andare oltre, per smetterla di giudicare ciò che non conosciamo e per scoprire nuovi e straordinari mondi.