Ma che cos’è, davvero, l’amore platonico?

Tra dubbi, insicurezze, e nuove definizioni sull'amore romantico, possiamo ancora parlare, e vivere, un amore platonico?

Tra colpi di fulmine, matrimoni lampo, divorzi sempre più diffusi e amicizie di letto, si può ancora trovare posto per l’amore platonico? È innegabile che la concezione dell’amore sia cambiata negli ultimi anni, dalla sempre più emancipata posizione delle donne, allo scardimento dell’amore romantico che ci ha accompagnate fin da bambine.

Quel lieto fine che tanto bramavamo, e che veniva tradotto dalla società con matrimonio e famiglia, è sempre meno cercato e voluto. Le donne single possono ritenersi fortunate perché hanno scelto di vivere in questa condizione con consapevolezza, perché hanno capito che la solitudine non è una pena da espiare, ma il primo passo per ottenere tutto ciò che davvero si desidera, senza accontentarsi.

Il quadro amoroso di tutte noi risulta differente, frammentato e variegato. E che posizione occupa l’amore platonico in uno scenario del genere? Del resto stiamo parlando di una forma di amore priva della dimensione passionale e sessuale, anche se in molti la traducono, erroneamente, nell’amore impossibile e irraggiungibile.

Eppure Platone aveva le idee chiare sull’amore platonico. Senza addentrarci sulle concezioni dell’uomo e dell’amore che appartengono al filosofo, possiamo riassumere il suo pensiero nella considerazione di questa forma d’amore come la più alta, pure e autentica di sempre, quella senza l’eros, capace solo di sminuire e svilire il sentimento.

Oggi potremmo pensare che forse i portavoce di sentimenti che non hanno bisogno della componente sessuale siano gli A-sexual, ovvero tutte le persone che non contemplano il sesso nelle relazioni. Ma forse sarebbe scorretto: questa è infatti una scelta di vita che viene applicata indistintamente in tutte le conoscenze. Ma l’amore platonico – così ci piace immaginare – è frutto di una scelta selettiva, e forse anche inspiegabile razionalmente.

Scegliamo di amare qualcuno, anche se non siamo attratti da quella persona. Pensate sia impossibile? Eppure provate a pensare al profondo affetto che vi lega, per esempio, a un’amica. Non a una qualunque, ma a quella persona che vi supporta nelle decisioni e nella vita, che utilizza le stesse premure di un partner, che resta al vostro fianco nel bene e nel male. Più di semplici amici, ma meno di due amanti perché non c’è una relazione sessuale.

Eppure ci si ritrova a condividere stili di vita, idee e pensieri, fino ad arrivare a connettere il cuore, l’anima e i sentimenti. Insomma, se è vero che l’amicizia è considerata una forma d’amore, pura e autentica, perché non potrebbe essere lei l’incarnazione perfetta dell’amore platonico?

 

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Ma che cos’è, davvero, l’amore platonico?