“Non lo so”: una frase che dimostra tutta la tua intelligenza

Tre parole che ci mettono in una posizione di rilievo, che dimostrano la nostra voglia di apprendere, imparare e crescere

Viviamo in un mondo fatto di apparenze, dove chiunque non si avvicini agli stereotipi della società moderna viene additato come diverso e, a volte, persino emarginato. Viviamo in tempi in cui filtri e programmi come Photoshop sono all’ordine del giorno perché sono quelli gli strumenti che ci consentono di raggiungere la tanto bramata perfezione, almeno sul web.

Ma cosa succede quando, oltre all’aspetto fisico, questa ossessione di piacere agli altri e di omologarsi ci tocca anche nella sfera più intima? Fingiamo o ci ritroviamo a farlo per compiacere il gruppo sociale all’interno del quale ci troviamo o, semplicemente, per mostrare che siamo perfette, dentro e fuori.

Ci ritroviamo a non avere il coraggio di ammettere che qualcosa sfugge al nostro controllo, quindi improvvisiamo o ci rifugiamo nelle ricerche di Google se capita che qualcuno ci pone una domanda alla quale non sappiamo rispondere. Perché anche in questo caso, per paura o per eccessivo orgoglio, o semplicemente per non trasfigurare l’immagine di perfezione che ci siamo create non riusciamo a dire “Non lo so”, tre paroline messe in fila che pesano più di un macigno.

Eppure ammettere di non sapere non è un fallimento, ma forse a causa di un retaggio culturale troppo arretrato e stantio temiamo ancora che la diversità o l’imperfezione possa essere per noi il fardello dell’emarginazione. Ma volete saperla una cosa? La perfezione è noiosa e questo non smetteremo mai di dirlo.

E non solo, ammettere di non sapere una cosa, pronunciare quelle tre paroline di seguito dimostra che abbiamo un coraggio e un’intelligenza superiore agli altri. Perché siamo fatte di esperienze e conoscenze, le nostre, e ogni persona ha con sé un bagaglio univoco che non siamo costrette a conoscere, perché alcune cose possono sfuggire al nostro controllo e perché ancora, è bello confrontarsi con le storie delle altre persone.

E se a qualcuno non piacciamo per quello che siamo, pazienza. Non vogliamo mica diventare schiave del giudizio degli altri?

Siamo belle e speciali proprio perché siamo diverse, imperfette, quindi che importa se non sappiamo risolvere ogni cosa o non possediamo la conoscenza assoluta? È forse un limite ammettere che non sappiamo qualcosa? E pure se lo fosse, chi non ne ha?

Anzi, dire “Non lo so” ci mette in una posizione di rilievo. Queste tre parole, infatti, dimostrano il coraggio di chi non ha paura di mettersi in gioco, di chi vuole apprendere e conoscere, crescere e imparare.

Ammettere di non sapere qualcosa non è una sconfitta e, anzi, denota umiltà, consapevolezza e molta intelligenza, del resto anche Socrate una volta ha ammesso: “So di non sapere”.

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