Ieri e oggi: come sono cambiate le nostre amicizie dopo l’isolamento

Durante l'emergenza sanitaria abbiamo scelto le persone a cui affidarci, quelle con cui ci sentivamo protette emotivamente e fisicamente. E gli altri?

Tutto quello che viviamo, giorno dopo giorno, ci cambia e ci trasforma. Un processo inevitabile che si riflette anche sulle relazioni che viviamo e sulle amicizie. Succede quando cambiamo lavoro, o interessi, quando ci trasferiamo in una nuova città o viviamo in prima persona eventi così significativi che modificano il nostro modo di pensare. È successo durante la pandemia, quando ci siamo ritrovate da sole ad affrontare la più grande crisi sanitaria del nostro secolo.

E il cambiamento, dopo un periodo come questo, è inevitabile. Lo è perché ci siamo viste costrette a modificare le nostre abitudini personali e relazionali, perché abbiamo dovuto ridurre al minimo i contatti e rinchiuderci nelle nostre case. È stato quello il momento in cui abbiamo anche tirato le somme vedendo chi, in un modo o nell’altro, è rimasto al nostro fianco.

Ma ora che stiamo tornando lentamente alla normalità, stiamo forse sperimentando le vere conseguenze del periodo che abbiamo appena vissuto. Non solo per quanto riguarda il lato emotivo e personale, ma anche e soprattutto nei rapporti con gli altri.

Tornare a incontrare le persone che non sono state al nostro fianco durante la pandemia ci sembra quasi una forzatura. Del resto non possiamo far finta che i mesi di lontananza non siano mai esistiti. A fornire interessanti spunti di riflessione ci ha pensato Suzanne Degges-White, professoressa di counselling alla Northern Illinois University in un articolo pubblicato dalla BBC.

Suzanne Degges-White ha affermato che è stato proprio durante il periodo di solitudine, dovuto all’isolamento forzato, che abbiamo scelto le persone che volevamo al nostro fianco, quelle irrinunciabili. Dovendo limitare al minimo gli incontri, ci siamo circondati di pochissimi amici e familiari con i quali ci sentivamo al sicuro, sia emotivamente che fisicamente. Le nostre “bolle”: sapevamo di poterci fidare perché anche loro, come noi, prendevano le stesse precauzioni.

Questo ci ha portato inevitabilmente ad attribuire a quelle persone un ruolo importantissimo nella nostra vita, perché sono state loro a tenerci al riparo, sia emotivamente che fisicamente. Per quanto riguarda gli altri, quelli che non ci sono stati, semplicemente ci siamo accorte che forse non erano così indispensabili alla nostra felicità, e probabilmente per loro è stato lo stesso.

Se non c’è stata l’intenzione di venirsi incontro e di proteggersi reciprocamente, probabilmente è evidente che prima o poi, quelle persone si sarebbero comunque allontanate dalla nostra vita. Del resto non tutte le amicizie durano per sempre.

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