Adattarsi fa bene, ma anche no. L’ambivalenza di questa virtù

Dobbiamo imparare a rispettare il tempo, e a saper aspettare, senza rinunciare ai nostri sogni

Imparare ad adattarsi o combattere per non farlo mai: qual è davvero la scelta migliore per la nostra felicità? Da piccole, le nostre mamme, ci hanno insegnato ad essere coraggiose e anche ribelli, ad alzare la testa davanti a tutte quelle persone che ci dicevano che no, non ce l’avremmo fatta. E così non ci siamo arrese, mai, e nonostante i lividi nel cuore e sulla pelle, abbiamo perseguito quella strada, non priva di insidie, per raggiungere tutti i nostri sogni.

Ma col tempo, e a nostre spese, abbiamo imparato che non tutto va sempre secondo i piani. Così abbiamo sviluppato la virtù della pazienza, perché a volte anche sapere aspettare porta i suoi frutti. Tuttavia questa condizione così nobile, che appartiene ai più forti, conduce all’adattabilità, ovvero a quella capacità di adeguarsi alle diverse situazioni della vita.

Ma che succede quando ci adagiamo troppo e ci convinciamo che tutto sommato va bene così? Il rischio di rimanere intrappolate in una situazione che non sentiamo nostra è più alto che mai quando scegliamo di adattarci a quello che accade. L’adattabilità è infatti una virtù ambivalente: adattarsi fa bene, in alcune circostanze, ma è opportuno imparare a comprendere quando è il tempo di agire.

Quando ad esempio la vita ci pone davanti a ostacoli insormontabili, a volte dovremmo fermare la nostra corsa contro il tempo e fare una pausa meditativa. Approfittare di un momento contemplativo tutto nostro per recuperare le forze, mettere da parte le frustrazioni e perseguire, più forti di prima, i nostri obiettivi. Altre volte, invece, è necessario attendere, con pazienza e saggezza, che il tempo ci dia le risposte che stavamo cercando e ancora, per raccogliere i frutti della nostra semina.

Tuttavia, accade che, in questa situazione di stallo, ci restiamo più del dovuto, soprattutto quando la nostra anima è stanca e affaticata. E quella che dovrebbe essere una semplice pausa per ascoltarci e per recuperare le forze, diventa una zona sicura all’interno nella quale restare: ecco quindi che quella che era una virtù diventa il nostro più grande ostacolo.

Se è vero quindi che ogni tanto è necessario fermarsi per godere di un tempo tutto nostro, è vero anche che non dovremmo adagiarci e confinarci nella nostra comfort zone.

Il tempo è una cosa assai rara, quanto complicata, fa salti e pause inaspettate e quello che ci resta da fare è imparare a viverlo, a condividerlo con chi amiamo, a dedicarlo alle cose che per noi sono importanti, ma dobbiamo anche rispettarlo e portare pazienza, due condizioni che ci aiuteranno ad ottenere tutto ciò che desideriamo.

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Adattarsi fa bene, ma anche no. L’ambivalenza di questa virtù