Conoscere, esplorare: quando le abitudini affaticano l’anima

Lasciamoci trasportare dai sogni e dall'immaginazione: la mente va nutrita

Tutte ci siamo rifugiate in un porto sicuro, almeno una volta nella vita. Che si sia trattato di settimane, di mesi o anni, una cosa è certa, quella comfort zone ci ha fatto sentire protette e al sicuro. Perché per quanto sia forte, la tentazione di uscire in mare aperto, di esplorare gli oceani e gli orizzonti, la paura dell’ignoto ci paralizza, il terrore di perderci, per poi non ritrovarci, ci blocca.

E allora, ecco che che ci convinciamo che forse non vale la pena lasciare qualcosa che conosciamo, un luogo che per abitudine abbiamo cominciato a chiamare casa, e che sappiamo sarà sempre pronto ad accoglierci.

Eppure, la casa, non dovrebbe essere il posto dove si trova il cuore? E non sarebbe più sensato, forse, che questo luogo metafisico risiedesse in noi, prima che in qualsiasi città, edificio o situazione? Perché a volte, quello che ci sembra un rifugio sicuro, altro non è che una trappola sotto mentite spoglie, fatta di abitudini che diventano zavorre, e che non ci consentono di spiccare il volo verso i nostri sogni, gli obiettivi e la vita che ci aspetta.

Non che poi le abitudini siano per forza da demonizzare, basta pensare a quei piccoli riti quotidiani, a volte anche condivisi con le persone che amiamo, che contribuiscono al nostro benessere.

Il vero problema nasce quando affidiamo alle abitudini i nostri pensieri e le esperienze, ripetendo gli stessi gesti, le stesse strategie, i comportamenti e i pensieri.

Questo leitmotiv che si appropria delle nostre giornate, crea una pigrizia fisica e mentale che ci impedisce di evolverci, sotto ogni punto di vista. Restiamo in balia dei soliti pensieri, dei medesimi ragionamenti senza aprire la mente e i nostri orizzonti, e quella meravigliosa sensazione di scoperta, sembra non appartenerci più.

L’apatia e la noia, arrivano accompagnate dal senso di vuoto, quando le giornate finiscono inesorabilmente nello stesso modo. Ecco che allora ci salva l’immaginazione: la mente ha bisogno di nutrirsi, esattamente come il corpo, il nostro compito è stimolarla con la curiosità verso il mondo, con la conoscenza di persone e luoghi, con l’esplorazione.

E allora navighiamo in mare aperto, percorriamo quelle strade sterrate, usciamo dagli schemi, senza titubanze o timori. Lasciamoci trascinare dai sogni, i nostri.

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