I cani e il ritorno alla pseudonormalità post-coronavirus

L'emergenza da coronavirus prima o poi finirà e cani e umani dovranno (ri)trovare il loro equilibrio

Tutti a casa sempre, stati d’animo alterati, ritmi cambiati, stimoli dall’esterno cambiati, ridotti o nulli i contatti con altre persone e altri cani, minore attività fisica, etc. etc. etc. Insomma, anche per i cani la situazioni creata dall’emergenza coronavirus non è stata neutra  (ne abbiamo trattato tra gli altri, qui).

E ora? Ora che si torna ad una parvenza di normalità, quali sono le implicazioni per i quadrupedi?

Per descrivere la situazione mi viene in mente un termine inglese, roll back, tornare ad una situazione precedente, generalmente perchè ci sono stati problemi con quella nuova. Non si applica proprio alla perfezione ma trovo che renda bene l’idea.

In generale, per i cani senza particolari problemi e a cui è stata mantenuta una vita il più regolare possibile, il roll back non dovrebbe voler dire nulla di particolarmente penoso, hanno le competenze necessarie per gestire gli imprevisti e con il sostegno di proprietari consapevoli sanno affrontare le situazioni.

Detto questo, come hanno sentito che c’era qualcosa di strano prima, si rendono conto che qualcosa cambia adesso e per i più sensibili di loro, quelli con qualche difficoltà, il ritorno indietro potrebbe non essere così liscio.

Vediamo alcuni punti delicati:

La separazione

Il tutti a casa sempre, per i cani è stato quello che si può definire un mixed blessing. A grandi linee, una fortuna mista. Da una parte, niente solitudine; dall’altra, tanto movimento, possibilmente tensioni e, a meno che i proprietari non siano stati attenti, anche difficoltà a ritagliarsi uno spazio per se dove potersi ritirare in caso di bisogno, per cui la convivenza forzata può essere stata faticosa anche per i cani. La simil normalità riporta le ore di solitudine, ma probabilmente meno rispetto al solito, e lascia spazio a quella calma che prima mancava per cui la situazione potrebbe non essere totalmente perdente per i cani. Per alcuni invece lo scioglimento della vicinanzna 24/7 è più complicata, come vediamo al prossimo punto.

La dipendenza

Per alcuni cani molto o troppo dipendenti dai loro umani, la vicinanza costante di queste settimane mentre soddisfaceva il bisogno, in alcuni casi addirittura patologico, di rassicurazione, ha creato una dipendenza ancora più forte ed è quindi in realtà problematica. Per loro, se non adeguatamente preparato, il ritorno alla normalità può essere molto complesso.

Il mondo esterno si ripopola

Per i cani amanti della quiete, del silenzio e selettivi nei confronti degli altri, queste settimane di lockdown sono state una specie di manna dal cielo – pochi rumori, pochi incontri e, nei limiti legali, spazi più liberi a propria disposizione. Il ritorno alla normalità, pseudo o reale che sia, porta con se il vecchio mondo e gli stress ad esso associati.

L’impatto dei rumori

Per i cani fobici, la calma di queste settimane è stata quasi peggiore del solito caos. Nel maggiore silenzio, i rumori di cui hanno paura si sentivano di più ed avevano un ritmo imprevedibile per cui spaventavano ancora di più.

La ‘generalizzazione’

Sui cani, una possibile conseguenza della situazione da cui stiamo emergendo, conseguenza di cui ci renderà conto solo un po’ alla volta più avanti nel tempo, è se ha lasciato segni che vanno oltre l’immediatamente percepibile. Come è noto i cani sono i sovrani della ‘generalizzazione’, l’estendere ad altro le percezioni e gli stati animo che li hanno segnati in situazioni anche totalmente diverse (ad esempio, la paura per il rumore fatto da un piatto caduto per terra che diventa paura della nonna perchè malauguratamente era vicina al piatto mentre cadeva per cui viene associata a quel suono terrorizzante) per cui è ipotizzabile che per tanti di loro questa crisi avrà conseguenze ad ora imprevedibili. La presenza e il sostegno dei proprietari, sempre fondamentali, lo diventano ancora di più. Sta alla loro sensibilità notare eventuali nuove stranezze nelle creature pelose, ricostruirne l’origine (anche eventualmente con il supporto di un educatore cinofilo professionista) e affrontarle come necessitano.

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