Alcune regole per una corretta gestione del cane

La vita serena con il cane passa da una gestione corretta della creatura quadrupede. Ecco alcuni principi da seguire.

I cani hanno carattere, personalità, predisposizione genetica, sono tutti diversi uno dall’altro, hanno gusti e preferenze, hanno esigenze date dal loro essere cani, dal loro essere cani di quella razza (o mix di) e dall’essere quell’individuo cane. Abbiamo visto anche che i cani sono sono per tutti, che non tutti i cani vanno bene per tutti gli umani e non tutti gli umani vanno bene per tutti i cani. C’è tantissimo di relativo nel mondo dei cani, ce lo dicono gli esperti (ad esempio il grande etologo Mark Bekoff) e ce lo dice l’esperienza, ma esistono anche alcuni, potremmo chiamarli capisaldi, che hanno valenza generale e che si devono conoscere.

Uno di questi, forse il primo, è l’argomento di oggi: le regole base per la corretta gestione del cane. Eccone alcune (l’ordine in cui sono elencate è casuale, non di importanza):

Conoscere e rispettare l’individualità di ciascun cane

Si tende a pensare ai cani in termini di ‘cane’, come se tutti i quadrupedi fossero uguali. Abbiamo visto come sia sbagliato. I cani sono tutti diversi uno dall’altro, anche due fratellini di una stessa cucciolata. Con la diversità vengono le esigenze individuali e una delle prime regole della corretta gestione del cane è riconoscere e rispettare l’individualità di ciascun cane e tutto ciò che quella individualità comporta. Due esempi dovrebbero aiutare a spiegare il punto. 1. Prendere un giovane cane per affiancare uno anziano. Alcuni, anche veterinari, sostengono che portare un cane molto giovane in casa dove c’è un un cane anziano sia di grande beneficio per quest’ultimo. Ecco no. Non è una regola che si può responsabilmente applicare a priori. Carattere, condizioni fisiche, stato emotivo, esigenze, taglia delle due creature possono essere agli antipodi e rendere la convivenza in realtà incompatibile e fonte di stress e sofferenza per uno, se non entrambi, i cani. 2. Abbracciare o no i cani? Per noi umani abbracciare è una manifestazione di affetto e ci viene spontaneo abbracciare i cani. Fino a qualche tempo fa si sosteneva che, visto che l’equivalente canino dell’abbraccio è una sovrastazione e una minaccia, per i cani essere abbracciati è un fastidio e non bisogna farlo. Proteste anche violente da parte dei proprietari, evoluzione degli studi sui cani ed è arrivata una risposta sensata e ragionevole. Non esiste un giusto e uno sbagliato, esistono i diversi cani. Ad alcuni piace essere abbracciati, ad altri da fastidio e altri ancora lo tollerano quando a farlo sono i loro umani, e bisogna dare (o non dare) ad ognuno secondo le sue preferenze. La regola è conoscere il proprio cane e rispettarlo.

I cani devono essere educati alla vita

Si da per scontato che i cani affrontino bene ogni situazione. Non è così. I cani possono affrontare ogni (o quasi) situazione se adeguatamente preparati. Da notare che per ‘situazioni’ si intendono anche circostanze per noi umani normali come affrontare una strada trafficata o andare in automobile o fermarsi ad un caffè per una pausa o fare le scale o andare in ascensore o stare in mezzo alla gente. Per poter affrontare serenamente la vita, i cani hanno bisogno di avere le competenze necessarie e quelle si acquisiscono con l’esposizione positiva a quante più circostanze possibili (la famosa socializzazione, che non equivale a socializzare) ed è compito dei proprietari dargliela.

Trattare i cani con rispetto

Il cane è un chi, non un cosa. Il cane prova tanti sentimenti, stati d’animo, emozioni, ha senso di se, da valore alle cose, si rende conto se è apprezzato o no, conosce l’ansia e lo stress, risponde bene al positivo e male al negativo, conosce la paura e la sofferenza, si chiede cosa ne sarà di lui/lei, teme per la sua sicurezza. si difende se si sente minacciato, ha la sua natura animale e la sua etologia, passa diverse fasi della vita, ognuna con le sue caratteristiche e le sue esigenze. Una delle regole fondamentali della corretta gestione del cane è trattarlo con rispetto, da chi quale è, da essere senziente quale è.

Dare sicurezza al cane

I cani hanno bisogno di sentirsi sicuri e la fonte della loro sicurezza sono i loro umani, su cui ricade la responsabilità di essere in controllo delle situazioni, saperle gestire, trasmettere serenità, sostenere, supportare, consolare, rassicurare, confortare.

Non lasciare da solo il cane

Per i cani, la solitudine è innaturale e fonte di sofferenza. Tra le regole della corretta gestione del cane c’è non lasciarlo da solo a lungo. Non c’è ma, non c’è se, non c’è meglio in casa che al canile che tengano. E’ la natura dei cani e chi li prende deve rispettarla ed organizzarsi di conseguenza.

Soddisfare le esigenze fisiche del cane

I cani hanno bisogno di fare adeguata attività fisica. Obbligo dei proprietari è dare ai cani il giusto impegno fisico, ad ognuno nel rispetto della sua struttura, della sua età, delle sue condizioni fisiche e dei suoi gusti.

Soddisfare le esigenze mentali del cane

Un aspetto dei cani diffusamente ignorato è che hanno bisogno di una vita ricca di stimoli mentali. Una porzione importante del loro cervello è dedicata all’olfatto, che è un prodigio sensoriale e la prima fonte di impegno mentale per i cani sono le passeggiate ben fatte in cui sono liberi di annusare il mondo che li circonda. Ci sono poi tanti altre cose da fare per impegnare la mente dei quadrupedi, ad esempio la ricerca della pappa, di un gioco, degli snack, oppure giochi come il nascondino, la soluzione di problemi (i famosi esercizi di attivazione mentale), il nosework e tanto altro ancora. Ce n’è per tutti e per tutti i gusti, basta solo scoprire, scegliere e dedicarsi :)

Soddisfare le esigenze emotive del cane

I cani hanno bisogno di sentirsi apprezzati, capiti, amati, sostenuti, di sentirsi sicuri, di essere rassicurati e confortati quando hanno paura. Si rivolgono ai proprietari come i figli si rivolgono ai genitori ed è dei proprietari la responsabilità di soddisfare le esigenze emotive dei cani.

Ascoltare il cane

I cani non parlano ma comunicano, tanto. Si esprimono con la coda, con gli occhi, con il corpo, con i suoni, con gli odori (che per noi sono irraggiungibili). con i comportamenti. Una delle regole fondamentali della gestione corretta del cane è ascoltare la creatura, solo così si può capire come si sente, cosa vuole o non vuole, e darle ciò di cui ha bisogno.

No a interazioni forzate con gli altri cani

Una idea comune è che i cani vogliano (debbano?) stare tra di loro. Non è così. Ad alcuni cani piace la compagnia dei loro simili, altri non la amano, altri la tollerano, alcuni sono ben disposti verso tutti, altri sono selettivi, non è detto che ai maschi piacciano tutte le femmine e che alle femmine piacciano tutti i maschi. Non solo, i cani sono come gli umani anche nel rapporto con la vita sociale, a volte hanno voglia di stare in compagnia, a volte no. Una delle regole della corretta gestione del cane è non imporre interazioni e frequentazioni con altri cani. A parole non possono dire cosa vogliono ma il linguaggio del corpo e i comportamenti comunicano intenzioni e stati d’animo e responsabilità dei proprietari è essere consapevoli di come si sente la propria creatura e rispettarne le preferenze.

Conoscere il proprio cane

Tra i cani ci sono i timorosi, i bulli, i tirasassi nascondi la zampa (quelli che provocano e fanno finta di essere santi), ci sono i polli (quelli che reagiscono a tutte le provocazioni), i saggi, i pacificatori, i pacati, gli esuberanti, etc. etc. etc. Conoscere il proprio cane è fondamentale per gestirlo correttamente, e per muoversi nel mondo in modo rispettoso anche degli altri cani e degli altri umani.

No a interazioni forzate con umani

Un’altra cosa che si da per scontato dei cani è che vada bene avvicinarsi a loro, toccarli, e accarezzarli. Non è così. Ci sono cani a cui piace il contatto con gli umani e cani per cui le attenzioni sono fonte di stress e disagio. Una corretta gestione del cane comprende conoscerne le sensibilità e tutelarlo dalle attenzioni non gradite.

Rispettare il riposo del cane

Questo punto potrebbe sembrare una scemenza ma non lo è ed è spesso sottovalutato. I cani hanno bisogno di riposo, fisico e mentale, che serve per rigenerare il corpo e la mente. Per i proprietari vuol dire che si deve creare, o lasciare che il cane scelga, uno o più posti in cui sa di potersi andare a ritirare senza essere disturbato quando ha bisogno di riposarsi.

Mens sana in corpore sano

Come per gli umani, anche per i cani vale il detto latino che una mente sana risiede in un corpo sano. Tra le regole della corretta gestione del cane ci sono quindi gli impegni legati alla cura del corpo del cane – dall’alimentazione, allo stile di vita, ai veterinari.

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