Quello che sai sui cani è sbagliato

Sui cani esiste una conoscenza popolare per cui tutti sanno tutto sui pelosi ma molto di quello che si sa è sbagliato.

Lauretana Satta

Lauretana Satta Dog blogger

Sono migliaia di anni che i cani vivono con gli umani (almeno 15.000 secondo alcune stime) e la vicinanza è stata tale che si parla addirittura di coevoluzione tra le due specie.

Ciononstante, i cani non erano studiati scientificamente perchè ritenuti ‘finti, costruiti dall’uomo’ per cui le convinzioni diffuse che ci sono sui cani sono frutto di una conoscenza popolare che si tramanda da generazioni.

Ad un certo punto, però, in tempi relativamente recenti, qualcuno si è accorto che i cani sono molto interessanti anche da un punto di vista scientifico e i quadrupedi hanno iniziato ad essere studiati.

Biologi, etologi, antropologi, antropologi dell’evoluzione, veterinari, psicologi, biologi dell’evoluzione ovunque nel mondo si occupano dei cani e i loro studi stanno rivelando che i  quadrupedi sono molto diversi da come si pensava.

Il problema è che i ‘nuovi cani’ sono diffusamente, spesso anche violentemente, opposti. Il punto è importante perchè in gioco c’è il benessere degli animali.

Rifiutare di riconoscere chi sono i cani (notare che si parla di chi sono, non di cosa sono) vuol dire rifiutare le loro esigenze e quindi trattarli in modo non adeguato, se non proprio male, e quindi farli vivere male.

Vediamo alcuni punti:

#. I cani hanno emozioni, sentimenti e stati d’animo

I cani amano, hanno paura, conoscono la gelosia, hanno senso di sè e delle loro capacità, soffrono fisicamente ed emotivamente, conoscono il lutto, si emozionano, si imbarazzano, conoscono la felicità e la tristezza, si stressano, conoscono l’ansia, e tantissime altre emozioni, sentimenti e stati d’animo. Chi rifiuta di riconoscerlo fa il male dei cani.

#. I cani soffrono a stare da soli

Per i cani stare da soli è innaturale e da soli soffrono. Lasciarli da soli per ore e ore e farli vivere in condizioni di isolamento sociale – da soli in giardino, in capannoni, legati da qualche parte, chiusi sui balconi, etc. etc. è maltrattamento.

#. I cani non sono dominanti

Un super classico sui cani è descrivere i loro comportamenti in termini di dominanza. Non è corretto. E’ scientificamente provato che la ‘dominanza’ non è un attributo descrittivo ma un fattore relativo e anche variabile, legato alle risorse. In altre parole, un cane non è dominante in assoluto (e quante volte invece si sentono i proprietari descrivere i loro cani in termini di ‘il mio fa così perchè è dominante‘), può voler prevalere sugli altri quando c’è una risorsa a cui attribuisce particolare valore. E visto che il valore delle risorse non è lo stesso per tutti, a seconda dei momenti cambia anche chi può voler prevalere sugli altri. Nel tempo possono anche cambiare i gusti per cui chi prima si impegnava per alcune risorse lo fa per altre e così via.

#. I metodi e gli strumenti coercitivi sono etologicamente sbagliati

E’ scientificamente provato che l’uso di strumenti e di metodi coercitivi è contrario alla natura dei cani, oltre ad essere moralmente ed eticamente ripugnante. I metodi coercitivi non educano, inibiscono; spaventano; impediscono lo svilupparsi di fiducia tra cane e umano; portano il cane a sentirsi minacciato e a doversi di difendere o, in alternativa, a rinchiudersi in se stesso; riducono la capacità di apprendimento del cane; aggiungono ansia, preoccupazione, paura ad uno stato già alterato del cane. Perchè si usano? Perchè non richiedono preparazione nè capacità e fanno sentire forti chi li pratica. E’ facile abusare di chi è in posizione di debolezza. Per chi dice che sono efficaci vale una metafora: i metodi coercitivi sono come una pistola puntata alla testa.

#. Castrare non migliora il comportamento

A fronte di problemi comportamentali dei cani, tanti presentano la soluzione: castrare. Peccato che la panacea di tutti i mali (così viene presentata) è scientificamente provato non essere tale. Se ne sono accorti addirittura negli Stati Uniti dove il mantra universale era castrare i maschi e sterilizzare le femmine. Sul tema, recentissimo un articolo della super Alexandra Horowitz sul New York Times. E’ anche scientificamente dimostrato che castrare i maschi aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di insorgenza di gravissime malattie, tra cui il linfoma.

#. I cani non si piacciono tutti tra loro

E’ più probabile che ai maschi piacciano le femmine piuttosto che altri maschi, con cui possono insorgere problemi di competività (sono il più figo io, no sono io, come osi, ora ti faccio vedere) ma non è corretto dire che maschi e femmine vanno sempre d’accordo e maschi con maschi non vanno d’accordo. I cani, come gli umani, si piacciono o non si piacciono indipendentemente dal sesso.

#. ‘Vuole giocare con tutti’

Un altro classico dei proprietari di cane è spiegare che il loro animale che corre dritto verso gli altri e inizia a saltare addosso ‘vuole giocare con tutti‘. Nel codice di comportamento canino il cane che corre dritto verso gli altri e salta addosso è un gran maleducato – correre dritto verso qualcuno non si fa, come non si salta addosso, è una forma di minaccia.

#. ‘Il mio è buono

Un altro classico dei proprietari di cane che gestiscono il loro animale come se fossero soli sulla terra è annunciare che il loro cane è buonissimo. Il buono e cattivo umano trovano poco spazio nella realtà canina e il cane ‘buono’ per gli umani non è detto che lo sia per gli altri cani e non controllato può essere, e spesso è, fonte di problemi per gli altri cani e gli altri proprietari.

#. I cani non vogliono necessariamente stare tra di loro

Per i proprietari di cane una certezza è che fanno il bene del cane e quindi il loro dovere se portano fuori la creatura pelosa e lo/a fanno stare con altri cani. Che i cani debbano essere portati fuori è indubbio, come lo è che le loro uscite devono essere fatte per loro e debbano soddisfare le loro esigenze fisiche e mentali e quindi avere location, durata giusta e ritmi giusti, oltre che la giusta compagnia. E anche in fatto di compagnia i cani sono come gli umani – ci sono i super socievoli che sono sempre contenti di stare con qualcuno per cui amano le aree cani e i grupponi; i normalmente socievoli, che apprezzano la compagnia per cui stanno bene anche nelle aree cani e con altri; e ci sono i selettivi per cui la compagnia in generale è penosa e le aree cani una camera di tortura. Questi ultimi apprezzano qualche amico fidato con cui si trovano bene e con cui apprezzano eventualmente fare qualche uscita ma non di più – molto meglio la compagnia del proprio umano – ed è importante rispettarli anche in questo.

#. Il guinzaglio va tenuto morbido

Il guinzaglio è uno strumento di comunicazione tra umano e cane e tenerlo stretto e teso come tanti suggeriscono (‘così fai vedere al cane chi comanda’ è uno dei mantra)  è uno dei modi migliori per trasmettere ansia e preoccupazione al cane e quindi predisporlo a reagire in modo negativo alla situazione da gestire. Il guinzaglio tenuto morbido trasmette invece calma e serenità e permette al cane di percepire la situazione in quel contesto mentale positivo.

#. Cane giusto e umano giusto

Gli umani hanno un dovere morale ed etico di dare ai cani la vita migliore possibile – una vita in cui la loro natura è rispettata e le loro esigenze fisiche, mentali ed emotive sono soddisfatte. Considerato che i cani hanno predisposizione di razza (o mix di nel caso di meticci), carattere e personalità, è evidente che non tutti gli umani e non tutte le situazioni di vita vanno bene per tutti i cani. Perchè possano esserci le condizioni di una vita bella per quadrupede e bipedi, serve che ci siano il cane giusto e l’umano giusto.

Lauretana Satta

Lauretana Satta Dog blogger Dal caos nasce una stella danzante, diceva Nietsche. Per Lauretana il caos è stata la relazione con Oban, cane complicato, e la stella danzante è la vita insieme ora dopo tanto lavoro insieme. Dall’esperienza con Oban è nato il sito Dogdeliver, pensato per raccontare la straordinarietà dei cani e della loro relazione con gli umani.

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