Quando il cane se ne va per sempre: la leggenda del Ponte dell’Arcobaleno

Si dice che quando i cani ci lasciano vadano sul Ponte dell'Arcobaleno: questa è la leggenda di questo posto incantato

Per chi non lo conosce è impossibile – non è un’esagerazione – capire l’amore che si prova per il cane. Gli stessi proprietari se si distaccano un attimo e guardano la propria vita dall’esterno si sorprendono per quello che fanno per il proprio quadrupede e per la forza del sentimento che provano nei suoi confronti.

E per citare il saggio, la convivenza con il cane non è neanche sempre rosa e fiori. I cani sono molto impegnativi, hanno tante esigenze, possono avere problemi, costano, si ammalano, invecchiano. Soprattutto, vivono molto meno di noi e quando ci lasciano soffriamo moltissimo. Secondo diversi studi, soffriamo addirittura più di quando muore un parente umano.

Il Ponte dell’Arcobaleno

Sui social lo avrete sicuramente letto: «Fido è volato sul Ponte», «Toby ora corre sul Ponte dell’Arcobaleno». Ma perché si dice così? Perché secondo un’antica leggenda quando i cani lasciano la terra si dice che vadano proprio sul Ponte dell’Arcobaleno.

Il Ponte dell’Arcobaleno è un posto speciale: nell’immaginario è sia una distesa incantata sia un ponte vero e proprio che connette la terra al Paradiso. È un posto molto bello, con colline e prati verdi, acqua in abbondanza sia per bere sia per nuotare, e pappe squisite per tutti i gusti e tutti i desideri.

In questo posto speciale i cani non sono mai insicurinon si stressano, non provano dolore. Sono in perfetta armonia, felici, pieni di stimoli. E anche se arrivano dalla Terra dopo aver subito dolore, quando salgono sul ponte sono in forma perfetta, guariti da ogni male. I cani che sono sul Ponte dell’Arcobaleno sono sereni, ma hanno un problema: come in vita vogliono comunicare con il loro padrone, ne sentono la mancanza e vogliono stare con lui.

Il Ponte e il Paradiso

Così, dice la leggenda, succede che mentre stanno giocando insieme, uno di loro si fermi all’improvviso. Con quegli occhi grandi come il mondo e profondi come il mare, scruta l’orizzonte. E con il suo naso portentoso sniffa e odora e con sguardo puntato, inizia a correre velocissimo: come se volasse, si muove verso qualcuno.

Verso chi? Verso il suo umano che ha lasciato la terra e sta camminando verso il Paradiso. Il cane sul Ponte dell’Arcobaleno lo ha sentito da lontano e gli corre incontro, gli salta in braccio, gli lecca il viso e le mani, scodinzola e piange per la felicità. E l’umano lo accarezza, lo abbraccia, lo bacia e lo guarda con gli occhi pieni di amore.

Finalmente si sono riuniti e ora, insieme, fianco a fianco, attraversano il Ponte dell’Arcobaleno e entrano in Paradiso, dove staranno sempre insieme. Sì, perché che Paradiso sarebbe se non ci fossero i cani?Questa è la Leggenda del Ponte dell’Arcobaleno. È relativamente recente ma ha radici antiche, nella mitologia scandinava.

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